Il prefetto sdogana Ardia e Scalzi
di Paolo Camedda
Il funzionario è ottimista sullo svolgimento delle due manifestazioni: «Ci sono segnali positivi»
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ORISTANO. La Sartiglia è stato l’antipasto. Il pranzo e la cena saranno serviti a luglio e a settembre. Le aperture, non solo a parole, sono davanti agli occhi di tutti e l’orizzonte dell’Ardia di Sedilo e della Corsa degli Scalzi di Cabras si fa quanto mai polveroso, nel senso che gli zoccoli dei cavalli e il passo dei corridori solleveranno quella polvere che signigicherà che le manifestazioni si saranno svolte. L’ottimismo aleggia ancora più dopo gli incontri degli ultimi giorni e qualche frase più o meno esplicita del prefetto Fabrizio Stelo.
L’alto funzionario dello Stato, nei giorni scorsi, è stato ospite di Eleonora Mainò de La Gazzetta di Siena per la trasmissione Sotto frusta. In collegamento video ha parlato al pubblico toscano delle manifestazioni locali, equestri e non solo, che potrebbero ripartire nel 2022, della sua passione per i cavalli e della Sartiglia. «Il mio background senese mi aiuta – ha affermato –. Nella Sartiglia e nelle altre manifestazioni tradizionali della provincia mi ci sono subito tuffato, cercando di capire le prerogative, l’aspetto religioso, l’aspetto profano e soprattutto il sentire della popolazione. Non è folclore, ma tradizione e storia».
L’impegno perché tutte possano di nuovo svolgersi sarà massimo. L’Ardia manca da due anni – dice il prefetto –. Se si correrà? Non voglio essere diplomatico, ma ovviamente è un po’ presto per dirlo. Vediamo i dati dopo la fine dello stato di emergenza. Da qui a luglio ci sono ampi margini perché si svolga. Io ce la metterò tutta, ma non dipende solo dalla prefettura».
L’Ardia è il primo obiettivo, dunque, senza dimenticare le altre manifestazioni e quella successiva è proprio la Corsa degli Scalzi a Cabras, in programma la prima domenica di settembre: «È un’altra manifestazione straordinaria che si svolge in uno scenario meraviglioso». Quanto alla sua prima Sartiglia, Fabrizio Stelo non ha dubbi: «È stata bellissima, emozionante ed indimenticabile, seppur in formato ridotto. Il momento più bello? La consegna della spada a Su Componidoreddu, un onore».
L’amore per i cavalli e le manifestazioni equestri gli è stato trasmesso dalla famiglia. Suo padre Vittorio, ex prefetto di Siena, è l’unico barbaresco ad honorem della storia del Palio. Nel gergo della città toscana, il termine indica la persona incaricata, in ognuna delle 17 contrade, di accudire al cavallo sorteggiato per la corsa. Chi lo ha conosciuto racconta che anche quando ha ricoperto il prestigioso ruolo di direttore del Sisde dal 1993 al 2001, tenesse nel suo ufficio un quadro con una foto di Piazza del Campo. «È vero, il dna è quello», ha ammesso sorridente il figlio Fabrizio, contradaiolo della Selva, mentre il fratello parteggia per l’Aquila. Non è stato casuale, allora, che sia stato il primo prefetto ad assistere al cerimoniale completo della Sartiglia: «All’inizio, quando sono arrivato e me ne parlavano, non ne sapevo tanto – racconta –. Così ho studiato e letto molto. L’ho guardata su internet per capire di cosa si trattava. Sono orgoglioso di aver vissuto questa esperienza per la prima volta e non vedo l’ora che arrivi il carnevale 2023 per vederla intera, con la corsa alla stella e le pariglie».
Sulla gestione dell’ordine pubblico, invece, spiega: «Il compromesso era l’unica forma possibile. Non è stato difficile, e nemmeno faticoso. È stato impegnativo ma l’abbiamo fatto volentieri». Il saluto finale è di buon auspicio per le altre manifestazioni: «Speriamo di vederci in Piazza del Campo, che si possa fare qualcosa. Poi ci vedremo anche a Sedilo per l’Ardia. Viva Siena e viva Oristano, due città meravigliose pur con le loro differenze».
L’alto funzionario dello Stato, nei giorni scorsi, è stato ospite di Eleonora Mainò de La Gazzetta di Siena per la trasmissione Sotto frusta. In collegamento video ha parlato al pubblico toscano delle manifestazioni locali, equestri e non solo, che potrebbero ripartire nel 2022, della sua passione per i cavalli e della Sartiglia. «Il mio background senese mi aiuta – ha affermato –. Nella Sartiglia e nelle altre manifestazioni tradizionali della provincia mi ci sono subito tuffato, cercando di capire le prerogative, l’aspetto religioso, l’aspetto profano e soprattutto il sentire della popolazione. Non è folclore, ma tradizione e storia».
L’impegno perché tutte possano di nuovo svolgersi sarà massimo. L’Ardia manca da due anni – dice il prefetto –. Se si correrà? Non voglio essere diplomatico, ma ovviamente è un po’ presto per dirlo. Vediamo i dati dopo la fine dello stato di emergenza. Da qui a luglio ci sono ampi margini perché si svolga. Io ce la metterò tutta, ma non dipende solo dalla prefettura».
L’Ardia è il primo obiettivo, dunque, senza dimenticare le altre manifestazioni e quella successiva è proprio la Corsa degli Scalzi a Cabras, in programma la prima domenica di settembre: «È un’altra manifestazione straordinaria che si svolge in uno scenario meraviglioso». Quanto alla sua prima Sartiglia, Fabrizio Stelo non ha dubbi: «È stata bellissima, emozionante ed indimenticabile, seppur in formato ridotto. Il momento più bello? La consegna della spada a Su Componidoreddu, un onore».
L’amore per i cavalli e le manifestazioni equestri gli è stato trasmesso dalla famiglia. Suo padre Vittorio, ex prefetto di Siena, è l’unico barbaresco ad honorem della storia del Palio. Nel gergo della città toscana, il termine indica la persona incaricata, in ognuna delle 17 contrade, di accudire al cavallo sorteggiato per la corsa. Chi lo ha conosciuto racconta che anche quando ha ricoperto il prestigioso ruolo di direttore del Sisde dal 1993 al 2001, tenesse nel suo ufficio un quadro con una foto di Piazza del Campo. «È vero, il dna è quello», ha ammesso sorridente il figlio Fabrizio, contradaiolo della Selva, mentre il fratello parteggia per l’Aquila. Non è stato casuale, allora, che sia stato il primo prefetto ad assistere al cerimoniale completo della Sartiglia: «All’inizio, quando sono arrivato e me ne parlavano, non ne sapevo tanto – racconta –. Così ho studiato e letto molto. L’ho guardata su internet per capire di cosa si trattava. Sono orgoglioso di aver vissuto questa esperienza per la prima volta e non vedo l’ora che arrivi il carnevale 2023 per vederla intera, con la corsa alla stella e le pariglie».
Sulla gestione dell’ordine pubblico, invece, spiega: «Il compromesso era l’unica forma possibile. Non è stato difficile, e nemmeno faticoso. È stato impegnativo ma l’abbiamo fatto volentieri». Il saluto finale è di buon auspicio per le altre manifestazioni: «Speriamo di vederci in Piazza del Campo, che si possa fare qualcosa. Poi ci vedremo anche a Sedilo per l’Ardia. Viva Siena e viva Oristano, due città meravigliose pur con le loro differenze».
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