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Oristano

Un'applicazione e il cibo a Oristano non si butta più

Michela Cuccu
Un'applicazione e il cibo a Oristano non si butta più

Fine degli sprechi alimentari con Too good to go: si acquista la merce invenduta direttamente dal telefono e con forti sconti

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ORISTANO. È arrivata anche in città, Too Good To Go, l'app anti-spreco dei prodotti alimentari. Funziona così: i commercianti inseriscono la disponibilità di box, senza specificare che tipo di prodotti saranno presenti all'interno, basandosi sugli invenduti della giornata. Dall'altro lato, gli utenti, accedendo all'app dal proprio smartphone e geolocalizzandosi per individuare i locali aderenti più vicini, si recano al negozio e acquistano il proprio sacchetto di prodotti invenduti a un terzo del prezzo originale pagando direttamente tramite l'applicazione ed evitando così lo scambio di contanti.

Sono molti gli esercizi che hanno già aderito all'iniziativa, come il panificio Fromentu, la pasticceria L'Operà di Simone, il fruttivendolo Ortufrutta, la pizzeria Genesi e il bar Temptation pasticceria caffetteria. Anche alcune catene come NaturaSì, Eurodrink, Leader Price, Spazio Conad, Campagna Amica Oristano, Crai, hanno deciso di estendere la propria adesione al progetto anti-spreco coinvolgendo i propri punti vendita in città.I più soddisfatti sono i consumatori, che possono acquistare prodotti buoni a un prezzo molto più basso. Tra loro c'è chi addirittura, si organizza per cercare di fare tutta la spesa spendendo un terzo di quanto gli costerebbe altrimenti.

A raccontarlo sono proprio alcuni dei commercianti aderenti all'iniziativa. «Qualcuno tenta persino il rilancio, chiedendo ad esempio di aggiungere prodotti o addirittura di scegliere il contenuto dei box. Richieste che ovviamente non possiamo accontentare. Del resto, non è questa la regola dell'iniziativa», racconta Simone Spanu, titolare della pasticceria "L'Operà di Simone". «Per fortuna - aggiunge il pasticcere - a noi di invenduto ne resta ben poco. Prima lo davamo in beneficienza o lo regalavamo. Ora abbiamo aderito a questa piattaforma, ma il guadagno è davvero poco». Anche Michele Porcedda, pasticcere-panettiere, titolare di "Fromentu", ha qualche perplessità. «Raramente chi acquista in questo modo non può permettersi il prezzo pieno. La maggioranza, almeno così ho potuto constatare, va proprio in cerca degli esercizi che mettono a disposizione i box. Peccato che raramente tornino ad acquistare a prezzo pieno». Serafino Mura, responsabile del Mercato Campagna Amica Oristano, è forse il più ottimista: «Sì, certo, per i clienti è un'ottima possibilità di risparmio. Per gli agricoltori, credo che il vero banco di prova sarà l'estate, quando realmente frutta e verdura che restano invendute sono a forte rischio di deperimento, dunque invendibili dopo 24 ore - dice- con qualche accorgimento si potrebbe anche migliorare. Accorgimento nel senso di garantire un maggior margine di guadagno per i produttori. In ogni caso è sempre meglio che buttare».

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