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cronaca

Infermieri sotto organico a Oristano: ne mancano novanta

Carenze nei tre ospedali, nei poliambulatori e nei presidi sanitari territoriali. La Cisl segnala il problema all’Asl e suggerisce la stabilizzazione dei precari


08 giugno 2022 di Michela Cuccu


ORISTANO. Una Asl senza infermieri: ne mancherebbero ben novanta tra tutte le strutture sanitarie, partendo dai reparti ospedalieri di Oristano, Ghilarza e Bosa, sino ai poliambulatori e altri presidi distribuiti sul territorio. A denunciarlo è la Cisl Funzione pubblica. Il segretario provinciale Salvatore Seoni ha segnalato il problema con una nota inviata al direttore generale dell’Asl, al direttore del dipartimento risorse umane di Ares e al dirigente delle professioni sanitarie dell’Asl.

Che la penuria di personale non riguardasse unicamente i medici era un dato accertato. La Cisl però attraverso una ricognizione in tutte le strutture dell’azienda sanitaria, ha fatto un calcolo del personale infermieristico e sanitario mancante, sollecitando la direzione e l’Ares a intervenire per coprire le falle degli organici. «Le segnalazioni dei problemi conseguenti alla mancanza di personale arrivano di continuo – dice Salvatore Seoni –, basti pensare ai diversi reparti ospedalieri in grave emergenza e oggettiva difficoltà a organizzare e garantire in maniera ottimale i turni lavorativi».

Il sindacalista sottolinea un aspetto importante: «Purtroppo questa non è una situazione temporanea, ma costituisce un dato strutturale che si trascina da diverso tempo ed è sostenuta non solo da un’analisi concreta, ma da dati numerici agevolmente riscontrabili anche da parte di chi amministra la sanità».

«Abbiamo verificato che ci sono da coprire a tempo indeterminato circa novanta posti di collaboratore professionale sanitario infermiere. Al momento, diversi di questi posti sono coperti con rapporti di lavoro a tempo determinato – dice ancora Salvatore Seoni –, ma servono contratti a tempo indeterminato». Nella nota rivolta ai direttori di Asl e Ares chiarisce:« La carenza di infermieri e gli adempimenti sanitari sempre più complessi obbligano codeste istituzioni sanitarie a pianificare un investimento in risorse umane corrispondente alle attuali esigenze e a programmare un’organizzazione del lavoro che tenga conto anche della dignità dei lavoratori, in quanto il pesante e insostenibile carico di lavoro che si avverte in alcuni reparti ospedalieri ha raggiunto limiti non più accettabili. Condizione imprescindibile per garantire il miglior apporto sia in termini di produttività che di affezione al lavoro è che il contesto sia improntato al benessere dei dipendenti, per evitare eventuali ripercussioni negative sull’immagine e sull’efficienza delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie dell’Asl di Oristano».

La proposta della Cisl è di stabilizzare tutti gli operatori sanitari precari, non solo infermieri ma anche fisioterapisti e ostetriche. «La stabilizzazione comporterebbe la valorizzazione della professionalità acquisita dal personale che risulta di grande rilevanza per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza nelle unità operative alle quali sono stati assegnati», conclude il sindacalista, proponendo che le assunzioni a tempo indeterminato possano avvenire anche attingendo dalle graduatorie già esistenti.

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