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cronaca

Agnellini all’asta, nei guai il banditore di Sedilo

Finisce a processo dopo la denuncia degli animalisti che contestavano la vendita degli animali durante una festa


09 aprile 2022 di Enrico Carta


SEDILO. Per lui era solo un momento legato alla tradizione, oltre che un gesto di solidarietà. A quattro anni dalla festa, Angelo Porcu si ritrova da banditore a imputato, dopo aver subito un decreto penale di condanna a cui si è opposto e dopo aver incassato la denuncia dell’associazione Animalisti Italiani per maltrattamento di animali. A quell’asta speciale del 16 gennaio 2018, giorno di Sant’Antonio, non si vendevano quadri di qualche famoso pittore. In piazza a Sedilo, venivano ceduti al miglior offerente prodotti tipici e persino animali vivi. Accanto al rito del fuoco, si ripeteva quel momento che viene chiamato in dialetto sos protzettos e il cui ricavato finisce nelle casse della parrocchia per opere di solidarietà.



Angelo Porcu, che svolgeva per il ruolo di banditore, fu ripreso in un video in cui mostrava ai partecipanti un agnellino, legato alle zampe, tenendolo sospeso in aria. Quel gesto, mentre chiedeva: «Chi offre di più?», venne interpretato dall’associazione come «una barbara e crudele vendita di anime innocenti che culmina con lo sgozzamento». L’ostensione dell’agnellino – coincidenza vuole poi che il processo si sia aperto in periodo pasquale – fu bersaglio di una cascata di critiche, di frasi a volte poco gentili sui social network e infine della denuncia, dalla quale scaturì il decreto penale di condanna.

Angelo Porcu si oppose immediatamente a esso e questo ha comportato l’apertura del processo iniziato ieri, con un’udienza filtro, di fronte alla giudice Serena Corrias e nel quale l’associazione animalista si è costituita parte civile affiancando così il pubblico ministero Andrea Chelo sul versante dell’accusa. Dall’altro lato della barricata processuale ci sono l’imputato, assistito dall’avvocato Raffaele Miscali, e il sindaco, il parroco e il veterinario presente alla manifestazione che saranno testimoni. Saranno lì a sostenere le tesi della difesa, già esposte in una memoria, e cioè che la manifestazione si svolse nel pieno rispetto della legge che, con una serie di prescrizioni, garantisce la tutela degli animali.

È invece finita su un binario morto la possibilità che il Comune, sentendosi diffamato dalla furia messaggistica di chi condannava l’evento, presentasse a sua volta querela per diffamazione. Sondato il campo tramite l’avvocato, l’amministrazione ha deciso di soprassedere. Intanto la prossima udienza del processo contro il banditore Angelo Porcu è stata fissata per il 21 ottobre.
 

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