La Nuova Sardegna

Oristano

Il mistero del Grighine

Indagato per l’omicidio dell’ex compagna a Mogorella, sarà processato per abusi su una bambina

di Enrico Carta

	Antonio Demelas, al centro, durante la perquisizione della casa avvenuta a giugno del 2021
Antonio Demelas, al centro, durante la perquisizione della casa avvenuta a giugno del 2021

Rinvio a giudizio per Antonino Demelas accusato anche di aver ucciso e occultato il corpo della convivente di Cabras, Marina Castangia, nella primavera del 2021. L’indagine sulla violenza sessuale è legata a questa prima inchiesta

01 giugno 2023
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Mogorella Arriva in pochi attimi il rinvio a giudizio. Antonino Demelas, 70enne di Mogorella indagato per l’omicidio e la scomparsa dell’ex compagna Marina Castangia avvenuta nel 2021 e per una rapina commessa a Selargius nel 2016, sarà processato il 9 novembre per abusi sessuali nei confronti di una bambina. La decisione è stata presa dalla giudice per le udienze preliminari Federica Fulgheri, al termine dell’udienza in cui il pubblico ministero Armando Mammone ha richiesto che Antonino Demelas venisse processato. Così è andata, nonostante gli avvocati difensori Mario Gusi e Libero Pusceddu avessero richiesto il non luogo a procedere.

Gli abusi, dei quali si è cercato di delineare un quadro chiaro nel corso di un incidente probatorio concluso pochi mesi fa, risalirebbero al periodo immediatamente precedente alla scomparsa di Marina Castangia, 60enne di Cabras, che la procura sospetta sia stata uccisa e poi fatta sparire proprio dall’ex compagno perché aveva scoperto l’adescamento di Antonino Demelas nei confronti della bambina che, nel 2021, frequentava la scuole elementari.

Secondo gli inquirenti, i due fatti sarebbero quindi legati a doppia mandata, tanto che la scoperta degli abusi sessuali avvenne nel momento in cui Antonino Demelas era intercettato per trovare qualche elemento che portasse a smascherarlo quale autore dell’omicidio. Dai dialoghi, dai pedinamenti e da altri riscontri venne invece fuori che stava abusando della bambina, motivo per cui si trova in custodia cautelare in carcere. Ora lo attende quindi il processo, momento indispensabile per chiarire meglio i contorni della vicenda.

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