Fine vita, il giudice autorizza l’interruzione delle terapie sul paziente di Solarussa
Andrea Manca, 58 anni, è in coma irreversibile con stato vegetativo dal 13 settembre del 2021. Accolta la richiesta del fratello per staccare i macchinari
Oristano Il giudice Gabriele Bordiga ha detto sì. Ha autorizzato l’interruzione delle terapie mediche che tengono in vita artificialmente Alessandro Manca, ex lavoratore della Cigl di 58 anni di Solarussa, che si trova in stato di coma irreversibile dal 13 settembre del 2021. A chiedere il distacco dai macchinari era stato il fratello Alessandro a cui era stato affidato il ruolo di amministratore di sostegno una volta effettuata una lunga e decisiva serie di consulti medici. Dal responso degli specialisti era emerso che le condizioni di Andrea Manca, rianimato dopo un arresto cardiaco quasi due anni fa, non sarebbero potute mai migliorare e che era condannato a restare in stato vegetativo per il resto dei suoi giorni, solo attraverso l’ausilio indispensabile dei macchinari.
Alessandro Manca aveva spiegato di voler eseguire la volontà del fratello Andrea, che, pur non avendo lasciato disposizioni scritte in merito alla propria fine vita, aveva sempre parlato in modo chiaro su quale scelta avrebbe voluto che venisse operata nel caso in cui gli fosse capitato di finire in una condizione di salute come quella attuale. Non essendoci una legge in tal senso, si era dovuta avviare una causa legale per provare a ottenere un parere favorevole di un magistrato che autorizzasse l’interruzione delle terapie. Alessandro Manca si era quindi rivolto agli avvocati Antonio Tola e Aldo Luchi che avevano avviato il procedimento. Qualche mese fa il giudice aveva poi nominato l’avvocato Valerio Martis quale curatore speciale per garantire ad Andrea Manca una tutela in più. Terminata la fase istruttoria, il giudice della sezione civile del tribunale di Oristano, Gabriele Bordiga, aveva preso tempo per arrivare alla decisione che autorizzasse o meno il distacco dai macchinari. Stamattina, venerdì 16 giugno, è arrivato il parere favorevole che potrebbe rappresentare un momento fondamentale anche per la giurisprudenza italiana, in assenza di una legge da tempo richiesta, ma che il parlamento non si decide a fare.
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