Due giorni di cinema a Baradili, il paese più “corto” della Sardegna
Tanti ospiti per la seconda edizione della rassegna ideata da Marco Atzeni
BARADILI Il 15 e 20 luglio, via alla seconda edizione de “I corti nel paese più corto”, la rassegna di documentari d’autore, ideata da Marcello Atzeni, che è anche il direttore artistico. La rassegna organizzata dall’associazione “Terras Onlus”, è realizzata grazie al finanziamento dell’amministrazione comunale, con in testa la sindaca Maria Anna Camedda. Nel 2023 saranno 12 i film presentati, 6 il 15 luglio e altrettanti il 20. Proiezioni in piazza Santa Margherita, ore 20 e ingresso gratuito.
«Quest’anno porteremo a Baradili 5 registe con altrettante loro opere – spiega Marcello Atzeni –, vuol dire che si sfiora la parità di genere. Trovo che sia bellissimo. Finalmente allo scoperto anche donne, numerose, dietro la macchina da presa. Dunque non solo attrici, soggettiste, sceneggiatrici, parrucchiere e costumiste, per altro tutti ruoli di assoluto livello, ma anche direttrici e questo è il così detto salto in più».
Ecco il programma della prima giornata, sabato 15 luglio, ore 20, in piazza Santa Margherita dopo i saluti della sindaca Maria Anna Camedda e quelli di Marcello Atzeni, proiezione de “La cena delle anime” di Ignazio Figus, un lavoro socio antropologico curato dal regista nuorese, che per tanti anni, è stato un pilastro dell’Isre. A seguire “Faulas”, una favola di Michela Anedda, giovane regista con origini a Villacidro. Quindi “Bella di notte”, un corto di Paolo Zucca. Solo un’indicazione: la voce narrante è di Stefano Accorsi. Seguirà “L’albero del riccio”, lavoro a quattro mani, realizzato da Chiara Sulis e Juan Carlos Concha. Salvatore Mereu con “La vita adesso”, con il suo corto fornirà molteplici spunti di riflessione. Chiuderà “Un fenicottero chiamato tango”, della lussurgese Antonella Arca. Un corto d’animazione nella quale la giovane regista mischia natura e amore. Colonna sonora del marito argentino, il musicista Gustavo Gini. A parlare con i registi presenti, sarà Antioco Floris, professore di cinema all’università di Cagliari.
La seconda serata, giovedì 20 luglio, sempre alle ore 20 in piazza Santa Margherita, si inizierà con “Lo sguardo esterno” lavoro di Peter Marcias. Peter, originario di Uras, si trasferisce a Cagliari e poi a Roma. “Memorie in movimento” di Simone Paderi, Denise Maria Paulis e Niccolò Sirigu, ricostruisce i 4 secoli dell’università di Cagliari. Eccomi (Flamingos) è il lavoro d’esordio di Sergio Falchi, regista nuorese. Jambitè, storia raccontata da Alessandra Usai. Binario morto del sassarese Antonio Maciocco e si chiude con “Il bambino “di Silvia Perra: la giovane regista parla del mondo musulmano in Italia. A parlare con i registi sarà Antonello Zanda, direttore della cineteca sarda-umanitaria.
«Anche quest'anno insieme a Marcello – spiega Maria Anna Camedda, sindaca di Baradili – abbiamo voluto proporre ai nostri ospiti storie che raccontino e offrano spunti di confronto su diverse tematiche. A questo proposito la presenza di cinque registe sarde, espressione e orgoglio isolano ben oltre i confini della nostra Sardegna, esorta già di per sé a riflessioni. Le facciamo immersi nella bellezza dei loro lavori, cercando di non banalizzare questioni importanti legate a modelli culturali ancora ben radicati nella nostra società ed è bello che succeda a Baradili, il “più corto” dei Comuni, ma ancora una volta è dai piccoli che possono partire iniziative che portano lontano”.
“I corti nel paese più corto”, è finanziato dall’amministrazione comunale di Baradili e ha il sostegno economico della Fondazione di Sardegna e la collaborazione dell’Isre e della Cineteca sarda umanitaria. (a.me.)
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