La Nuova Sardegna

Oristano

Mare e ambiente

Le spiagge del Sinis di Cabras salvate da 20mila mozziconi di sigarette

di Paolo Camedda

	Le Sentinelle del Sinis all'opera in una spiaggia del litorale cabrarese
Le Sentinelle del Sinis all'opera in una spiaggia del litorale cabrarese

È il dato più notevole della progetto “Sinis Sentinels” a salvaguardia del litorale. Sono stati recuperati anche 380 chili di sabbia grazie alle docce presenti a Is Aruttas

23 ottobre 2023
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Cabras Due sono i tentativi di asporto di sabbia evitati dalle Sentinelle del Sinis e senza che ci sia stata la necessità di far intervenire la polizia locale. Dalle docce di Is Aruttas, grazie al loro intervento, sono stati ben 380 i chili di sabbia di quarzo recuperati e restituiti alla spiaggia. Infine, sono 138 i sacchi di spazzatura e quasi 20mila i mozziconi di sigarette recuperati dai volontari. Erano stati gettati soprattutto nei muretti a secco delle aree adibite ai fumatori a ridosso della spiaggia, nonostante i volontari avessero distribuito centinaia di posacenere e di conetti di cartone che fungessero da raccoglitori. Era un modo per educare al rispetto delle regole, ma evidentemente l’educazione non appartiene a tutti. A fare il resoconto è Cesare Agostini, tutor delle Sinis Sentinels, che snocciola con orgoglio gli importanti numeri relativi all’estate 2023 ottenuti grazie al progetto, realizzato dal Comune di Cabras e dall’Area Marina Protetta Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre in stretta collaborazione con Legambiente Onlus.

L’impegno profuso dalle Sentinelle del Sinis è comprovato da un altro dato, quello delle distanze percorse da ciascun volontario. «In media ogni sentinella ha percorso circa 16 chilometri – sottolinea Agostini –, che, moltiplicati per il numero totale dei partecipanti, si traducono in circa 2 milioni di passi, due volte la distanza tra Cabras e New York». Fra i rifiuti raccolti nelle spiagge del Sinis di Cabras, il triste primato spetta alle cosiddette lacrime di sirena, ovvero i granelli di plastica colorata usati nella fabbricazione degli oggetti in plastica dura e i bastoncini dei cotton fioc in plastica, ormai già fuori produzione.

Nel corso della loro esperienza nel Sinis, le sentinelle si sono imbattute talvolta in episodi particolari e curiosi. «Tra gli accadimenti che ricordiamo con maggiore entusiasmo – racconta Cesare Agostini – c’è l’incontro con una coppia di turisti che inveiva contro di noi per la presenza di posidonia oceanica in una delle aree cani, perché la considerava come un rifiuto». I volontari sono riusciti a far capire ai bagnanti che il loro punto di vista non era corretto: «Abbiamo spiegato loro il valore immenso che ha sulle nostre spiagge e la soddisfazione più grande è stata quella di ritrovare quegli stessi turisti tre settimane dopo nello stesso punto del litorale. Ci ringraziavano per avergli fatto scoprire una realtà che ignoravano, quella era diventata la loro spiaggia preferita».

Conclusa l’estate 2023, l’amministrazione comunale intende ora estendere il progetto di sensibilizzazione ambientale per diffondere in maniera capillare le buone norme da seguire nel momento del conferimento dei rifiuti presso le isole ecologiche. «L’ottimo risultato riscontrato in spiaggia, dove i rifiuti abbandonati sulla sabbia sono meno rispetto agli anni passati, ancora non si traduce in un corretto conferimento dei rifiuti nelle isole ecologiche presenti all’uscita delle passerelle – ha detto l'assessore comunale all'Ambiente, Carlo Carta –. Quest’anno il Comune ha dovuto smaltire ben 112 tonnellate di rifiuto secco indifferenziato, accumulato per pigrizia o disattenzione, numeri che potrebbe calare drasticamente grazie a comportamenti corretti».

Il progetto Sinis Sentinels da due anni è diventato di carattere nazionale con volontari che provengono da tutta Italia e dall’estero per vivere un’esperienza di crescita praticando attività di tutela immersi nella natura del Sinis. «Il programma è nato nel 2019 – ricorda il direttore dell’Area Marina Protetta, Massimo Marras –. Da due anni Legambiente assicura la presenza di un buon numero di volontari attraverso i quali è possibile garantire il servizio per circa tre mesi durante la stagione estiva. Ci consente di essere presenti nel territorio durante i mesi di maggiore frequentazione turistica per informare e sensibilizzare gli utenti, per correggere comportamenti distratti di chi non rispetta le buone norme. Il compito delle Sentinelle è pertanto quello di spiegare il perché delle regole, far capire e amare il nostro territorio ai visitatori».

Lo sviluppo del progetto è agevolato dall'impegno dell’Area marina protetta. «Per portare avanti il programma operiamo degli investimenti e mettiamo a disposizione la struttura dell'ostello della gioventù a Funtana Meiga – ha sottolineato Massimo Marras –, che vede una nuova luce grazie alla presenza dei volontari e dei coordinatori». Nel 2023 sono stati in tutto 104 i volontari che hanno aderito all’iniziativa, suddivisi in gruppi che si sono succeduti ogni dieci giorni. Tra i partecipanti c’erano sia adolescnti che persone con un’età più avanzata, qualcuno anche di 75 anni. La maggior parte di questi aveva tra i 35 e i 50 anni.

«Continua la preziosa collaborazione tra Area Marina Protetta e Legambiente – ha affermato il sindaco Andrea Abis –, che ci supporta con i giovani volontari nella vigilanza del litorale e ci aiuta a diffondere le buone pratiche di salvaguardia dell’ambiente. Vogliamo un turismo di qualità nei litorali del Sinis, basato sull’apprezzamento della naturalità delle nostre spiagge e che a sua volta deve basarsi sui principi di rispetto dell’ambiente e degli altri, dei vicini d’ombrellone. Le sentinelle di Legambiente sono state formidabili nel trasmettere questi messaggi educativi e di cultura etico-comportamentale». Fra le regioni di provenienza dei volontari, il primato spetta alla Lombardia, con la maggior parte dei partecipanti che arrivavano dal Nord Italia. Tuttavia le sentinelle che hanno operato nel Sinis provenivano anche da Puglia, Lazio, Emilia Romagna, Campania, Sicilia e Calabria, con presenze straniere da Svizzera, Marocco e Romania.

«Per Legambiente i risultati del secondo anno del progetto sono stati ottimi – ha detto la presidentessa di Legambiente Sardegna, Annalisa Colombu –. Le spiagge sono risultate più pulite, i bagnanti si dimostrano più attenti e si fanno parte attiva nella comunicazione e nell’educazione verso i vicini di spiaggia. È stata anche un’occasione per coinvolgere maggiormente i volontari del resto d’Italia. Inoltre, è cresciuta anche la consapevolezza all’interno dell’Area Marina Protetta». Grande soddisfazione è stata espressa anche dai volontari dopo l'esperienza fatta. «Per tutti non è stata solo un'esperienza di educazione ambientale ma anche di educazione alla vita e allo stare insieme – ha ammesso il tutor Agostini –, un vero e proprio esercizio di relazione che ha creato sintonia all’interno del gruppo e nelle realtà vissute in spiaggia. Ogni volontario si è innamorato del Sinis, questa è ormai anche casa nostra». Le premesse per ulteriori sviluppi del programma, insomma, ci sono tutte: «Auspichiamo una continuità nella collaborazione del progetto Sinis Sentinels – ha affermato Annalisa Columbu – per perseverare con l’ottimo lavoro portato avanti finora».

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