La Nuova Sardegna

Oristano

Il processo

Non era un dipendente assenteista, assolto autista del comune di Palmas Arborea

di Enrico Carta

	Il tribunale di Oristano
Il tribunale di Oristano

L’oristanese Roberto Prandini era accusato di truffa nei confronti dell’amministrazione per essere mancato dal lavoro per malattia

23 dicembre 2023
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Palmas Arborea Malato? Forse sì, ma non nei giorni e soprattutto non negli orari in cui sarebbe dovuto essere al lavoro. L’accusa cade e per Roberto Prandini, 54enne oristanese passato alle cronache come dipendente infedele del Comune di Palmas Arborea, arriva l’assoluzione. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dalla giudice monocratica Serena Corrias che ha così chiuso una vicenda giudiziaria iniziata diversi anni fa, quando l’amministrazione si mise discretamente sulle tracce del suo dipendente per poi trarre la conclusione che, nei giorni in cui sarebbe dovuto essere a casa in malattia o in quelli in cui avrebbe dovuto usufruire dei permessi per la Legge 104, era invece a spasso per questioni private.

A sporgere la denuncia per truffa era stato il sindaco Andrea Pisu Massa. L’amministrazione, sulla base di una serie di testimonianze, si era convinta di trovarsi di fronte al più classico degli esempi di furbetto del cartellino, tanto da arrivare a costituirsi parte civile nel processo assistita dall’avvocato Raffaele Miscali, dopo aver portato una serie di prove che dovevano essere il cardine dell’accusa. Secondo il pubblico ministero Daniela Caddeo, per quasi cinque anni, dal dicembre 2014 al settembre 2018, Roberto Prandini avrebbe adottato la tattica dei certificati di malattia per saltare il lavoro al Comune di Palmas Arborea e poi dedicarsi ad altre attività nelle stesse giornate, tra cui quella di volontario della protezione civile, compito che a Oristano aveva svolto per anni addirittura con il ruolo di presidente. I testimoni dicevano di averlo visto in giro e assai impegnato mentre coordinava i servizi di controllo durante lo shopping sotto le stelle nel capoluogo, eppure la mattina precedente non si era presentato al lavoro e in sua vece aveva inviato un certificato. Peraltro, secondo quanto sostenevano le indagini, il certificato chiariva che aveva subito un infortunio proprio mentre era impegnato nel suo lavoro come operaio autista, professione che svolgeva con un contratto part time per l’amministrazione di Palmas Arborea. La sera stessa non aveva però saltato l’appuntamento per le notti bianche oristanesi.

Fu allora che iniziarono controlli più frequenti sia nei giorni in cui il certificato medico diceva che non avrebbe potuto essere al lavoro, sia nelle giornate in cui usufruiva dei permessi legati alla legge 104 per l’assistenza ai familiari non autosufficienti. Da quei controlli sono poi scaturiti la denuncia e il processo per truffa, andato avanti per diverse udienze. tirando le somme, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a nove mesi, mentre l’amministrazione comunale puntava ad avere un risarcimento dei danni. Resterà delusa perché Roberto Prandini è stato assolto. Hanno infatti prevalso le tesi proposte dall’avvocata Rossella Oppo, che difendeva l’imputato. Ha sostenuto a ragione che l’infortunio sul lavoro non obbliga il dipendente alla reperibilità. In più, quando fu visto all’opera come volontario, Roberto Prandini non stava svolgendo attività che potesse peggiorare le sue condizioni di salute, ma solo coordinando i volontari. E ancora, l’attività che si svolge nei giorni in cui si usufruisce dei permessi collegati alla 104, non ha dei vincoli particolari. Riguardo infine alla contestazione di essere stato a spasso nei giorni di malattia, la difesa ha chiarito che si trattava del fine settimana oppure di fasi della giornata in cui l’orario di lavoro era già terminato e ciò non impone alcun obbligo particolare da rispettare per il dipedente. Ora si attendono le motivazioni della sentenza perché le posizioni potrebbero addirittura ribaltarsi e vedere Roberto Prandini chiedere i danni al Comune.

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