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Raccolta differenziata, a Bosa si cambia ed è subito scontro

di Alessandro Farina

	I lavori di pulizia della spiaggia di Bosa Marina rientrano tra i compiti di chi gestirà l'appalto per la raccolta differenziata
I lavori di pulizia della spiaggia di Bosa Marina rientrano tra i compiti di chi gestirà l'appalto per la raccolta differenziata

Accesa discussione in consiglio comunale sull’esposizione dei servizi previsti nel nuovo appalto. Il cambiamento più importante è l’introduzione della tariffa puntuale

01 gennaio 2024
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Bosa Il consiglio comunale ha approvato la relazione tecnica che getta le basi per istruire la gara d’appalto del nuovo servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e igiene urbana. Tasto delicato, complesso e dal notevole peso economico in un ambito territoriale esteso, per il quale vanno considerati anche i picchi di raccolta stagionali, gli obiettivi di tutela ambientale e, visti i tempi di magra economica, il risparmio monetario. È, insomma, una materia dove si scontrano aspirazioni sugli obiettivi da raggiungere da un lato e più di una perplessità tra gli opposti schieramenti in consiglio comunale.

A presentare la relazione è stato l’assessore alla Differenziata, Federico Ledda, che ha fatto un richiamo ai punti salienti di quello che la maggioranza vuole diventi uno strumento improntato a «Ridurre la quantità di rifiuti conferiti, accrescere la percentuale di differenziata, ottimizzare i costi, garantire efficienza e puntualità». Questi sono i capisaldi del discorso e della filosofia che sottintende le dinamiche dell’appalto.

È corposo il dettaglio delle variazioni annunciate rispetto al capitolato del 2016. Sono previsti l’aggiunta al ritiro porta a porta degli oli esausti; il ritiro degli ingombranti entro 48 ore dalla richiesta; l’installazione di isole ecologiche accessibili con applicazione sul telefonino o tessera sanitaria; i mezzi più efficienti nella pulizia delle caditoie stradali; l’implementazione delle operazioni di diserbo delle erbacce; la pulizia delle spiagge da maggio a ottobre; l’istituzione del centro del riuso.

Arriverà poi la cosiddetta tariffa puntuale, che significa che «Non ci si baserà più solo sul criterio dei metri quadrati dell’immobile e del numero degli abitanti per tariffe e ruoli. Meno rifiuti indifferenziati ed umidi vengono conferiti, minore sarà la spesa per ogni utente», è il nuovo criterio. La conseguenza è che il costo complessivo del servizio per cinque anni passerà da 12 a 10 milioni di euro, stando alle previsioni di spesa.

A stretto giro di posta arrivano anche le considerazioni dai banchi delle opposizioni. Nel mirino della consigliera Rosalia Acca entra il nuovo criterio di tariffa puntuale: «L’impostazione progettuale si prefigge l’obbiettivo di raggiungere una percentuale dell’87% di raccolta differenziata, con una notevole riduzione dei passaggi del ritiro porta a porta per poter beneficiare della premialità regionale e con lo scattare di aumenti dopo un certo numero di ritiri. È reale, quindi, la possibilità di un aumento dei costi per l'utenza».

Per la collega Claudia Mastinu il sistema delle premialità ipotizzato sarebbe invece «Una bufala. I cittadini sono stati abituati da anni alla riduzione della frazione di secco ed è chiaro che saranno poche anche le eventuali pentole da distribuire ai più bravi». In tema di ritiro dei rifiuti speciali il consigliere Salvatore Sanna propone di stanziare maggiori fondi, considerata la presenza di depositi di amianto individuati «Poco lontano dal centro abitato. È la terza volta che segnalo questo problema dannoso per l’ambiente e la salute pubblica».

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