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Porticciolo, il futuro dei posti barca è avvolto nell’incertezza

di Enrico Carta

	La marina di Torregrande
La marina di Torregrande

Il Comune smentisce un drastico calo degli approdi

18 marzo 2024
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Oristano Meno 96. Non è la temperatura insolitamente fredda percepita al porticciolo di Torregrande, ma il numero di imbarcazioni in meno che la struttura potrebbe ospitare a lavori conclusi. È un numero che fa tremare i polsi ai diportisti, ma che il Comune continua a definire privo di fondamento sebbene sia proprio ciò che si ricava leggendo tra le pagine del progetto redatto per portare avanti i lavori di ristrutturazione dell’unico punto di approdo di grandi dimensioni nella costa centro occidentale della Sardegna.

Fatti salvi quindi gli ormeggi per le imbarcazioni della pesca professionale, che non possono essere certo cancellati, stando ai meri numeri ricavati anche dal sito dell’amministrazione comunale si evincerebbe che si debba scendere da 405 posti a 311 una volta che i lavori saranno ultimati.

Questo dice il confronto col progetto definitivo. In questo momento, però, il futuro del porticciolo è ancora avvolto nebbia fitta perché non si conoscono nel dettaglio i confini entro i quali i lavori si svolgeranno. E allora bisogna fidarsi della versione ufficiale del Comune che ribadisce che non saranno rimossi i tre moli e che il progetto esecutivo è diverso da quello definitivo, per cui gli spazi per le imbarcazioni da diporto non diminuiranno. Ci sarà bisogno di varianti oppure si procederà senza ulteriori modifiche? Nel momento in cui sarà definito il cronoprogramma dei lavori sarà tutto più chiaro.

Sempre frugando nelle pagine del progetto salta fuori un’assoluta novità ed è quella che riguarda gli spazi per le barche di dimensioni maggiori rispetto a quelle che oggi vanno e vengono per il porticciolo. È infatti previsto lo spazio per due yacht da venti metri, mentre ci sono ben 78 posti per consentire l’ormeggio a imbarcazioni da 11 metri e mezzo.

La presenza di natanti più grandi sarebbe quindi un’ulteriore conferma della diminuzione dei posti barca, ma anche in questo caso il Comune smentisce la versione dei diportisti e tranquillizza tutti. Come per il caso precedente, non resta che attendere e lo stesso vale anche per sapere se e come avverranno quei lavori che per ora non sono contemplati dal progetto che prevede solo il rifacimento delle cosiddette parti a terra. Il grosso delle opere sarà invece subacqueo e avverrà con l’opera di dragaggio del fondale, che poi è anche quella con il costo maggiore e la procedura più complessa.

I fondi, per il momento, non ci sono ed è storia vecchia. Serviranno circa nove milioni perché il lavoro si presenta quanto mai complesso: serviranno delle vasche in cui depositare le sabbie che dovranno essere conferite e “lavate” dopo essere state prelevate dal fondale del porticciolo. Per ora tutto è fermo al ministero dov’è in corso la procedura di Valutazione di impatto ambientale. Una volta aggirato questo scoglio, il Comune dovrà andare alla ricerca del tesoro in Regione e dovrà essere una pesca miracolosa perché serviranno, per l’appunto, svariati milioni.

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