La Nuova Sardegna

Oristano

Dopo la tragedia

Incidente mortale di Siamaggiore, dopo sedici giorni ancora niente funerali per Pietro Nicolai

di Enrico Carta
Pietro Nicolai agente della polizia locale di Siamaggiore
Pietro Nicolai agente della polizia locale di Siamaggiore

L’agente della Polizia Locale caduto da un cestello durante la potatura di un albero

19 marzo 2024
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Siamaggiore Sedici giorni e non è ancora finita. L’attesa per la sepoltura di Pietro Nicolai continuerà ancora e non si sa per quanto. La magistratura sta provando ad accelerare i tempi, ma ci saranno ancora lunghi momenti da passare senza poter dire addio religiosamente al proprio caro. La salma dell’agente di polizia locale, morto alle 21 di domenica 3 marzo nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Brotzu di Cagliari, ancora non è stata restituita ai familiari per le esequie.

Ventiquattro giorni dopo l’incidente e sedici giorni dopo il decesso, non è stato possibile celebrare il funerale e accompagnare il 52enne nel suo ultimo viaggio verso la chiesa e il cimitero. Il dolore per la tragedia si è infatti, inevitabilmente, intrecciato con gli indispensabili accertamenti che la procura ha dovuto disporre perché quella di Pietro Nicolai non è stata una morte qualunque e perché, la mattina del 24 febbraio, non era il solo a lavorare nel giardino della sua casa nella frazione di Pardu Nou. Storia recente e purtroppo conosciuta. Assieme al 51enne di Oristano Maurizio Demontis, che è ancora in coma anch’egli nella Rianimazione del Brotzu a Cagliari, Pietro Nicolai stava potando un pino. I due stavano utilizzando un elevatore ed erano all’interno del cestello a circa sei metri di altezza, quando un grosso ramo ha probabilmente urtato l’apparecchiatura facendoli precipitare al suolo. Maurizio Demontis, che era il proprietario del mezzo, era riuscito a fare una telefonata per avvisare che aveva avuto un incidente, ma poi nulla più. Solo quelle poche parole che però non davano indicazioni precise sul luogo in cui era avvenuto il tutto. Quindi silenzio, sino a che una persona che si trovava a casa di Pietro Nicolai e che stava scambiando qualche chiacchiera con la madre di lui, li aveva trovati entrambi per terra. Allora erano partiti i soccorsi, ma le speranze di ripresa per l’agente di polizia locale in servizio al Comune di Siamaggiore erano pochissime.

Il quadro clinico, fortemente compromesso, non è migliorato col passare dei giorni e da ultima è arrivata la parola fine. A sedici giorni dalla morte, l’obbligatoria indagine della procura ha frenato ogni altra pratica. A rallentare ancora di più l’indagine nell’ambito del procedimento per omicidio colposo, sono state poi le condizioni di Maurizio Demontis che non poteva certo essere a disposizione della magistratura la quale deve procedere d’ufficio per accertare cosa esattamente sia accaduto quella mattina. Il sostituto procuratore Andrea Chelo sta coordinando l’indagine affidata agli ispettori dello Spresal, inchiesta che ha trovato nella sua strada ostacoli sinora difficilmente aggirabili. Solo questa settimana, il magistrato ha potuto compiere un passo avanti per accertare la dinamica dell’incidente. È indispensabile effettuare l’autopsia o comunque un esame ad opera del medico legale e per questo motivo c’era la necessità di consentire la nomina di un perito di parte per la seconda persona coinvolta.

Ciò però non è stato possibile per le condizioni di salute di Maurizio Demontis e così si è dovuto fare ricorso a procedure giudiziarie più complesse. L’autopsia sul corpo di Pietro Nicolai potrebbe servire, più che per chiarire le cause della morte che appaiono certe, per comprendere meglio quale sia stata la dinamica dell’incidente. C’è stata quindi la richiesta della procura perché l’esame del medico legale venga effettuato tramite incidente probatorio per cristallizzarne l’esito – avverrà tutto nei prossimi giorni –. Non dovrebbe passare molto tempo, quindi, perché la salma di Pietro Nicolai possa far ritorno a Siamaggiore e perché venga portato via dalla casa della tragedia l’elevatore. È ancora fermo lì e ogni giorno, mattina e sera, ricorda alla madre della vittima il dramma del figlio.

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