La Nuova Sardegna

Oristano

Il processo

Rientro di capitali dall’estero, 75mila euro spariti dal conto di un pensionato della provincia di Oristano

di Enrico Carta

	I Panama Papers
I Panama Papers

Accusato di truffa il professionista 50enne romano Gianluca Apolloni che fu coinvolto nel caso dei Panama Papers

23 marzo 2024
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Oristano Il nome è di quelli altisonanti o per lo meno lo era qualche anno fa, visto che il cinquantenne Gianluca Apolloni fu coinvolto nella questione dei cosiddetti Panama papers, vicenda nella quale avrebbe fatto da intermediario nella creazione di oltre duecento società schermo nell’isola caraibica, collegate ad ulteriori imprese aventi sede a Samoa, nelle Bahamas, ad Anguilla, nelle Isole Vergini Britanniche e a Cipro. Erano, secondo le accuse, operazioni tributarie eseguite per dribblare il fisco o per ottenere crediti di imposta. Nelle rete dei mille affari del professionista romano finì anche un sedilese di 76 anni che ora è parte civile al processo che vede imputato per truffa proprio Gianluca Apolloni.

Secondo il pubblico ministero Sara Ghiani, che ha chiesto la condanna a due anni di reclusione, l’uomo d’affari si sarebbe proposto come intermediario in un’operazione che la sua vittima avrebbe potuto effettuare senza alcuna spesa e che invece gli costò ben 75mila euro di “commissione”. Per la pubblica accusa, Gianluca Apolloni prospettò al suo cliente la necessità di aderire al più presto alla procedura di voluntary disclosure attraverso la quale era possibile far rientrare i capitali esteri depositati nella Banque International à Louxembourg. Fu allora che si inserì nella pratica in prima persona per gestire la situazione legata alla dichiarazione dei redditi del 2016. Fece però capire al cliente che la collaborazione volontaria con l’Agenzia delle Entrate, che avrebbe permesso il rientro dei capitali gestiti in paradisi fiscali o comunque in un paese estero, avrebbe dovuto avere un costo.

Il contribuente, all’oscuro di tutto ciò, diede quindi incarico formale al professionista affinché gestisse l’intera procedura e prelevasse direttamente la somma dal conto corrente a lui intestato nell’istituto di credito per poi trasferirla all’Agenzia delle Entrate. Il problema è che quei soldi avrebbero preso tutt’altra strada, perché sarebbero finiti direttamente nelle tasche di Gianluca Apolloni, senza che fossero versate all’ente che per conto dello Stato si occupa del fisco.

Il cliente si accorse successivamente di quanto stava avvenendo e così sporse la denuncia che ha portato al processo in via di conclusione. Nell’udienza di qualche giorno fa c’è stata per l’appunto la requisitoria del pubblico ministero con la richiesta di condanna a due anni, cui si è associato l’avvocato di parte civile Giuseppe Motzo. La difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Antonio Secci, ha invece tratto conclusioni diverse che, se accolte dal giudice, farebbero ripartire da capo l’intero procedimento. Ha infatti sostenuto che quella attuale non sia la sede corretta in cui celebrare il processo perché il reato sarebbe stato commesso a Roma e non in provincia di Oristano, dove risiede la parte offesa. Se questa tesi venisse accolta, bisognerà spostarsi armi e faldoni nella Capitale. La decisione è prevista per martedì.

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