La Nuova Sardegna

Oristano

La polemica

Nuovi fondi a Oristano servizi e la società partecipata finisce nel mirino

di Enrico Carta

	Verde pubblico in via Casula
Verde pubblico in via Casula

Ulteriori 150mila euro per la pulizia del verde pubblico. La minoranza all’attacco, ma anche in maggioranza ci sono perplessità sul ruolo della in house

27 marzo 2024
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Oristano Nelle scorse settimane sono arrivati 150mila euro in più dal Comune per dei lavori straordinari.

«E l’ordinario?» si chiede l’opposizione di fronte all’ennesima chiamata in causa con tanto di aggiustamento economico della partecipata del Comune Oristano Servizi. La risposta, all’indomani della votazione in consiglio comunale che ha visto la minoranza non partecipare e la maggioranza votare in favore del dirottamento della somma verso la società in house che cura il verde pubblico in città con la sua quarantina di dipendenti, arriva dall’assessora al Verde pubblico Maria Bonaria Zedda.

«Ci sono problemi soprattutto nell’organico, ma stiamo facendo il possibile e anche l’impossibile. Vorrei che si evidenziassero anche i risultati che la Oristano Servizi porta costantemente a casa e non soltanto i problemi che di volta in volta emergono inevitabilmente». Queste parole comunque non bastano per accantonare la nuova ondata di critiche sull’operato della costola operativa dell’amministrazione per la cura degli spazi verdi pubblici.

La stessa Maria Bonaria Zedda ammette: «Serve una riorganizzazione generale e un nuovo contratto tra la società e il Comune. Non accetto però che si dica che i miglioramenti non si vedono, soprattutto in queste settimane dove siamo impegnati in diverse zone. Le faremo tutte secondo un piano preciso». Parole non molto diverse da quelle dette qualche mese fa dall’assessore alle Società partecipate Luca Faedda che aveva parlato, rispondendo a un’interrogazione del centro sinistra in una precedente seduta del consiglio comunale, della necessità di predisporre subito un piano industriale. Cosa che anche ieri ha ribadito il concetto. Nel frattempo è arrivata la relazione del collegio dei revisori dei conti che ha evidenziato più di un aspetto critico sia dal punto di vista formale che da quello del bilancio della Oristano Servizi, dove manca il controllo sul perseguimento degli obiettivi; dove lo statuto è vecchio di undici anni e non è mai stato adeguato alle norme del 2016; dove capire con esattezza la salute economica è molto complicato. Si aggiunga agli ultimi richiami il fatto che la Regione ha imposto al Comune un commissario ad acta che si occupi del caso della bonifica dell’ex discarica tra Silì e Fenosu.

Il Comune è da tempo inadempiente e così la pazienza si è esaurita, tanto da arrivare alla nomina del funzionario Raffaele Melette, esterno all’amministrazione, per risolvere il caso. Tra inciampi, ritardi e altri problemi il borsino della società in house presenta pure un segno negativo nel bilancio e la minoranza di centro sinistra non si lascia sfuggire l’occasione per richiamare «una serie di problemi evidenti». È il consigliere Efisio Sanna (Oristano Più) a fare il primo affondo, riferendosi proprio ai 150mila euro per prestazioni straordinarie: «Ci troviamo di fronte a una società che non riesce a svolgere in maniera adeguata l’ordinario e la carichiamo di ulteriori responsabilità. Così si finisce per rincorrere le cose e non essere mai in linea. Poi i ritardi si accumulano e la situazione del verde pubblico in città è quella sotto gli occhi di tutti. Per quanto sia una società partecipata, questo significa che il Comune sta pagando per prestazioni che poi non vengono fornite».

Al di là di questo aspetto, ci sono altri dubbi che Efisio Sanna vorrebbe veder chiariti: «Sono questioni di trasparenza. Quando si porta in consiglio comunale una delibera del genere, è necessario che sia scritto anche come quei soldi vengono spesi. La dicitura prestazioni straordinarie non può essere ritenuta sufficiente. Il Consiglio ha il dovere di verificare il modo in cui l’ente utilizza i suoi fondi e il cittadino ha il diritto di saperlo. Non capisco perché non vengano rese pubbliche certe scelte. Comunicare significa essere trasparenti e allontanare dubbi e critiche».

Sempre dal centro sinistra, è la consigliera e componente della commissione al Verde pubblico, Maria Obinu (Progetto Sardegna) a intervenire: «Vorremmo tutti capire di più sulla situazione economica della Oristano Servizi, perché le segnalazioni fatte dai revisori dei conti sono alquanto nette. Viste le condizioni in cui versa la città, la trasparenza sulla situazione economica sarebbe quanto mai auspicabile».

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