La Nuova Sardegna

Oristano

Lavori e disagi

Oristano, bolletta da 2mila euro al barista che non incassa perché piazza Manno è chiusa

di Piero Marongiu

	Lo spazio ristretto e accidentato per arrivare al bar di piazza Manno
Lo spazio ristretto e accidentato per arrivare al bar di piazza Manno

Il cantiere procede tra tanti problemi, «ma io devo pagare lo stesso e nel frattempo non incasso», dice il titolare Luigi Frino

28 aprile 2024
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Oristano «Eravamo quattro amici al bar», gli altri non entrano perché non sanno dove passare per raggiungere il locale e i tavolini. Con una punta di ironia si potrebbe riassumere così la situazione in cui versano gli esercizi commerciali che si affacciano su piazza Manno, disertati dagli avventori a causa del protrarsi dei lavori di rifacimento della pavimentazione. I clienti non ci sono, le bollette però sì. E sono salate. Come quella relativa alla corrente elettrica, oltre duemila euro, ultimamente pagata da Luigi Frino, titolare del bar Porta a Mari. «Sabato scorso l’incasso è stato di 14 euro – dice il titolare sconsolato –. Se non lavoriamo, non incassiamo, ma come si può incassare se il bar la scorsa settimana è rimasto aperto due giorni su sette? Con questi numeri andare avanti è impossibile, a meno che non chiediamo i soldi alle banche per pagare le spese di affitto del locale».

Tra avanzamenti e blocchi la situazione di incertezza sulla fine dei lavori, va avanti da oltre un anno. Un tempo lunghissimo, che non doveva essere tale, durante il quale i disagi sono diventati una costante quotidiana per le attività gestite dai commercianti, tant’è che qualche giorno fa, sempre con una punta di ironia, la ricorrenza è stata ricordata con una torta sormontata da una candelina. «Dal mese di dicembre gli amministratori comunali tacciono, non rispondono al telefono né alle nostre mail – prosegue Luigi Frino –. Non chiediamo elemosine a nessuno, semplicemente vorremmo vivere serenamente del nostro lavoro. Come abbiamo sempre fatto».

Sono esasperati i commercianti, e non gli si può dare torto pur comprendendo che i cantieri aperti nei centri urbani qualche disagio ai cittadini lo creano. È anche vero però che i disagi diventano accettabili se vengono contenuti al massimo. Oggi, lunedì, il bar rimarrà chiuso, perché il budello mal ridotto che porta al suo ingresso è interdetto al transito dei clienti: l’impresa dovrebbe realizzare il basamento in cemento su cui poggeranno gli inserti di basalto della pavimentazione della piazza. Domani, se non ci saranno altri imprevisti, l’ingresso al locale sarà riaperto. Gli avventori per raggiungerlo però dovranno passare da vico Episcopio.

«Tutti sapevano che sotto la vecchia pavimentazione c’erano i resti dell’antica Porta a Mari e altri importanti reperti risalenti alla città giudicale. Erano stati perfino indicati con delle scritte orizzontali realizzate qualche anno fa. Allora – si chiede Luigi Frino – perché scavare di nuovo?». Una domanda che attende una risposta chiara da parte degli amministratori e dei tecnici comunali. Gli scavi dovevano servire a valorizzare quei reperti, rendendoli visibili a cittadini e turisti. Le cose però non sembrerebbero indirizzate in tal senso visto che, probabilmente, la nuova pavimentazione ricoprirà quasi tutto il riemerso. Quello che, invece, rimarrà è il danno economico subito dai commercianti, per i quali non sono previsti ristori di alcun tipo. «Tempo fa l’assessore, durante un incontro sollecitato da noi, aveva proposto uno sgravio della Tari, ma non è così che si risolve il nostro problema – conclude Luigi Frino –. I problemi aumentano e per sopravvivere dobbiamo inventarci una soluzione diversa ogni giorno. Dagli amministratori comunali non ci attendiamo nulla, perché nulla, o molto poco, hanno fatto finora per mitigare le nostre difficoltà».

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