La Nuova Sardegna

Oristano

Il ritrovamento

Uno scheletro nella duna della spiaggia di Su Pallosu: un mistero riaffiora dal passato


	Lo scheletro emerso con l'erosione della duna a Su Pallosu
Lo scheletro emerso con l'erosione della duna a Su Pallosu

Secondo le prime verifiche dovrebbero essere resti di una persona vissuta in epoca romana. I carabinieri hanno delimitato la zona e chiesto l’intervento di un archeologo

20 giugno 2024
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San Vero Milis La spiaggia di Su Pallosu regala all’Oristanese un nuovo mistero archeologico. Mentre passeggiava lungo la battigia una signora, attorno alle 15 di oggi, giovedì 20 giugno, ha notato dei resti umani. Immediatamente ha chiesto l’intervento dei carabinieri, i quali si sono poi rivolti alla Soprintendenza per i beni archeologici. Secondo le prime verifiche, che andranno ovviamente approfondite con accertamenti di tipo scientifico, dovrebbe trattarsi di una persona morta in quella zona in epoca romana. Lo scheletro era posizionato all’interno della duna di sabbia che, con l’erosione costiera, si sta pian piano consumando. Questo fenomeno naturale ha quindi fatto riemergere gli antichi resti che per millenni erano rimasti sepolti e quindi invisibili ai tanti bagnanti della zona. Il piccolo golfo di Su Pallosu e Sa Rocca Tunda, spiagge della marina sanverese, è stato in passato oggetto di studi e di scavi archeologici. Secondo la versione più accreditata dagli studiosi, in quella zona si trovava il porto di Korakodes che serviva l’antica città di Cornus, mentre proprio nei pressi del luogo del ritrovamento odierno era presente un deposito votivo di epoca nuragica. Negli anni ’60, Giovanni Lilliu, padre dell’archeologia isolana, aveva rinvenuto sempre a Su Pallosu un altro scheletro.

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