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Oristano

La proposta

Oristano, sulle rinnovabili: «Istituire una Comunità energetica regionale»

di Caterina Cossu
Un impianto di pale eoliche sul territorio di Luras
Un impianto di pale eoliche sul territorio di Luras

L’idea della minoranza in consiglio comunale approderà nei prossimi giorni in Aula con una mozione

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Oristano «Considerato che il proliferare di impianti eolici e fotovoltaici speculativi potrebbe avere un impatto negativo sull’ambiente, sul paesaggio e sulle comunità locali, compromettendo l'integrità del territorio» a Oristano arriva la proposta di una comunità energetica regionale. Fonti di energia rinnovabile sì, ma sempre nel rispetto e nella tutela del territorio. Per questo, la minoranza propone l’istituzione di una Comunità energetica regionale (CER) e di una Public Company, a capitale pubblico-privato dove i soci siano i comuni della Sardegna, le Comunità Energetiche e altre realtà locali, con l’obiettivo di occupare maggiori spazi di produzione energetica e garantire un risparmio sui costi elettrici per i cittadini. È la mozione depositata qualche giorno fa dal gruppo Alternativa sarda e democratica Progetto Sardegna davanti al Consiglio Comunale di Oristano, da Umberto Marcoli, primo firmatario, Maria Obinu e Giuseppe Obinu, e che sarà discussa nella prossima riunione del Consiglio comunale.

La Cer, in sostanza, servirebbe a sostenere la creazione di impianti fotovoltaici su tetti di edifici pubblici, privati e industriali, sfruttando lo spazio produttivo assegnato alla Sardegna di 6,3 MW. Secondo quanto riportato dal gruppo di minoranza, si tratta di uno strumento che "può rappresentare una soluzione concreta per una gestione equa e sostenibile delle risorse energetiche, coinvolgendo tutti i comuni della Sardegna come soci, e favorendo la cooperazione intercomunale per un modello di sviluppo energetico sostenibile, equo e rispettoso delle specificità locali". Il gruppo richiama il Decreto legge numero 17 del 1° marzo 2022, noto come Decreto Draghi, nella parte in cui “promuove la costituzione di comunità energetiche rinnovabili e favorisce la partecipazione attiva dei cittadini, delle imprese e delle amministrazioni locali nella produzione e nel consumo di energia rinnovabile”. La creazione di una Comunità Energetica regionale e di una Public Company rappresenterebbero dunque “passi cruciali verso un futuro energetico più sostenibile e giusto per la Sardegna. In questo modo, la mozione propone un modello di gestione energetica che non solo coinvolge direttamente i comuni e le comunità locali, ma che crea anche una struttura economica innovativa e partecipata, in grado di occupare spazi di produzione energetica, ridurre i costi per i cittadini e servire come esempio virtuoso per altre regioni”. Dopotutto, richiamano: «La Sardegna possiede un patrimonio ambientale e paesaggistico unico, il quale deve essere preservato e valorizzato per le generazioni future» nonché «la situazione energetica della Sardegna è caratterizzata da consumi elevati, costi energetici tra i più alti in Italia, e una crescita significativa delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico». L’iniziativa dunque, secondo il gruppo di minoranza “sarà un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato, promuovendo l'occupazione locale, la crescita economica sostenibile e la protezione del territorio contro le speculazioni energetiche, potrà fornire incentivi economici e fiscali per l'installazione di impianti fotovoltaici, favorendo il ricorso a energie rinnovabili a livello locale, nonché supporto tecnico e consulenze gratuite per la progettazione e l'installazione degli impianti”. Il tutto, nel pieno “rispetto del patrimonio ambientale e archeologico” della Sardegna, grazie all’istituzione di un regolamento che stabilisca linee guida e normative per garantire che l’installazione di impianti fotovoltaici e eolici rispetti l'integrità del patrimonio ambientale e archeologico della regione.

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