Incendio a casa di un postino a Marrubiu, in cenere decine di lettere
Aperta un’inchiesta sul rogo che si è sviluppato domenica 18 agosto. Gli inquirenti sospettano che possano essere state bruciate volontariamente e che poi l’autore del gesto non sia più riuscito a controllare le fiamme
Marrubiu Decine di lettere e di altra corrispondenza in cenere. È bruciato tutto durante il rogo di domenica pomeriggio, 18 agosto, in un casolare di campagna in cui si trovavano il padre con le due figlie adolescenti. È un rogo che però lascia sospetti e che rischia di avere un finale inatteso e non certo preventivabile. Sia agli operatori dell’antincendio, con il Corpo forestale in testa, che ai carabinieri è da subito balzato in mente un dubbio e così quello che inizialmente sembrava un classico incidente domestico da cui poi si erano generate le fiamme, si va trasformando in qualcosa d’altro che le indagini stanno cercando di verificare. Forse c’è stata un po’ di imperizia, forse è solo colpa di una disattenzione, si era pensato all’inizio. Invece, controllando tutta la zona del rogo e in particolare il punto da cui avrebbe origine, un dettaglio non è sfuggito: in casa il proprietario, che svolge il mestiere di portalettere, aveva moltissima corrispondenza. E molta di quella corrispondenza è per l’appunto andata in cenere.
È per il momento solo una coincidenza, ma intanto i carabinieri hanno iniziato a valutare alcune situazioni che potrebbero essere ricollegate alla mancata consegna di lettere di vario tipo e al motivo per cui queste lettere non siano state recapitate e siano finite nel rogo. L’interrogativo non tanto celato, che è anche un’ipotesi di lavoro degli inquirenti, è se il 46enne postino abbia fatto tutto volutamente e se l’abbia fatto per smaltire un po’ di lavoro in una maniera non proprio prevista dalle procedure normali di consegna della posta. I militari hanno ovviamente anche avvisato Poste Italiane che attende sviluppi e che sarebbe eventualmente parte lesa in questa vicenda. È però presto per tirare le conclusioni perché l’indagine è agli albori.
Inizialmente l’attenzione sull’incendio che si è sviluppato domenica pomeriggio nei pressi della casa colonica in cui abita il portalettere aveva attirato l’attenzione perché all’interno dell’abitazione c’erano le due figlie del 45enne e c’erano stati momenti di preoccupazione perché si temeva che le fiamme potessero raggiungere proprio loro assieme al padre. Invece le tre persone si sono messe in salvo anche grazie all’aiuto del personale dell’antincendio intervenuto in forze per evitare che poi l’incendio, sospinto dal vento, si estendesse ulteriormente. Una volta spente le fiamme, come avviene sempre in questi casi, sono poi iniziati gli accertamenti per capire quale potesse essere la causa dell’incendio ed è stato allora che, tra risposte imprecise e particolari che non tornavano, qualcuno ha notato il mucchietto della corrispondenza. Si è quindi fatto strada il dubbio, tutto ancora da verificare, che qualcuno possa aver dato fuoco volontariamente alle lettere e che poi non sia riuscito, chissà per quale ragione, a fermare le fiamme. Al momento è solo un’ipotesi investigativa, ma non è da sottovalutare il fatto che, una volta avviati gli accertamenti, siano stati chiamati in causa i carabinieri che ieri, si racconta a Marrubiu, erano particolarmente attivi in paese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
