Parroci in missione nei bar, in piazza e in cimitero: «Portiamo in giro la parola di Dio»
I prelati rispondono all’appello dell’arcivescovo Roberto Carboni. L’iniziativa “domo tua” coinvolge 30 missionari e le parrocchie di Ollastra, Siamanna, Siapiccia, Villanova Truschedu e Villaurbana
Oristano Andranno in municipio, al bar, nei centri di aggregazione e nelle scuole. Soprattutto in domo tua, nelle case della gente, così come sarà da intendersi la missione popolare di parroci e presbiteri della Diocesi di Oristano che nei prossimi giorni porterà la parola di Dio nei luoghi di maggior aggregazione, dalle case ai cimiteri dei paesi scelti con l’obiettivo di fare “l’annuncio missionario del Vangelo”.
Un’esperienza che vivranno le comunità parrocchiali di Ollastra, Siamanna, Siapiccia, Villanova Truschedu e Villaurbana, da sabato 5 ottobre a domenica 13 ottobre, in cui, allo stesso tempo, si potranno vivere momenti di condivisione e crescita anche umana, non solo spirituale.
L’idea è venuta ai parroci don Daniele Quartu e don Enrico Porcedda a distanza di un anno dall’inizio del ministero pastorale che è stato affidato dall’Arcivescovo Metropolita di Oristano, monsignor Roberto Carboni, che proprio qualche settimana fa aveva fatto un appello: «Meno messe, fate più formazione, tornate tra la gente».
«La missione popolare ha da sempre caratterizzato la vita delle comunità cristiane, ma risulta ormai qualcosa che si vive con sporadicità e nella maggior parte dei nostri paesi risulta essere un ricordo lontano anche più di cinquant’anni. Lo scopo della Missione popolare – spiegano – è senz’altro una riscoperta della fede, a partire dagli ambienti di vita in cui gli uomini e le donne vivono, ma anche favorire e portare avanti una maggiore interazione tra le comunità che insieme sono chiamate a camminare. Il desiderio è generare un processo, non creare un evento a sé. Questo significa che lo scopo della missione è generare un proseguo nella vita pastorale delle cinque parrocchie, creando luoghi di ascolto della Parola di Dio, suscitando vocazioni al servizio reciproco delle comunità, e infondendo un maggiore desiderio di costruire comunità».
I protagonisti della missione saranno una trentina circa di missionari, da intendersi non solo presbiteri, ma anche religiosi e religiose, laici, coppie di sposi, giovani. Lo scopo di questa presenza così varia e molteplice è dare uno spaccato di Chiesa che opera la verità della sua vocazione e della sua identità: essere missionaria, ovvero annunciare la presenza continua e costante di Cristo nella vita delle comunità. Questi uomini e queste donne per una settimana saranno ospiti nelle famiglie dei cinque paesi, condivideranno la vita della comunità, si faranno trovare per strada, nei locali, nei centri di aggregazione, nei cimiteri.
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