Oristano, due nuove opere per la città della ceramica
Il Comune aderisce al progetto nazionale valorizzando gli artisti locali
Oristano Sartiglia ed Eleonora d’Arborea celebrati dalla produzione artigianale simbolo di Oristano: la ceramica. Così il
Com une di Oristano ha suggellato la sua adesione a “Buongiorno ceramica 2025”, manifestazione organizzata a livello nazionale dall’Associazione Italiana città della ceramica e arrivata quest’anno alla sua 11esima edizione. Sono state circa cinquanta le città italiane della Ceramica sparse per tutto lo stivale, elenco dal quale non è mancata Oristano che ha inserito l’installazione di opere di artisti locali alla lunga serie di appuntamenti volti alla scoperta della ceramica, di tradizione e contemporanea.A cura dell’assessorato comunale all’Artigianato, sono state infatti posizionate nel chiostro della biblioteca due opere del ceramista Antonello Atzori e dell’altra artista locale, Valentina Pisu. La prima opera ha voluto celebrare la Sartiglia, le tradizioni cavalleresche locali e mediterranee. Valentina Pisu ha scelto invece di dare una sua interpretazione artistica delle vicende di Eleonora d’Arborea.
«Si tratta di due opere di pregio che aumentano l’offerta del museo a cielo aperto e che da un lato celebreranno la maestria dei nostri ceramisti e dall’altro contribuiranno a valorizzare elementi della nostra cultura e della nostra storia – sottolinea l’assessora comunale all’Artigianato, Valentina de Seneen –. L’adesione a Buongiorno ceramica conferma la volontà del Comune a proseguire l’azione di promozione della tradizione ceramica che da un ventennio vale a Oristano il riconoscimento ministeriale di città di antica tradizione ceramica». La stessa assessora, un mese fa, aveva annunciato l’imminente apertura del progetto dell’Ecomuseo della ceramica, istituito ad aprile con delibera di giunta. Il polo museale sarà ospitato nell’edificio di via Solferino, all’ingresso del parco Brigata Sassari, ristrutturato e in attesa di destinazione.
Lo spazio, che risulterà poco lontano da via Figoli dove anticamente si concentrava l’arte dei congiolargius, i figoli oristanesi, sarà dedicato esclusivamente alla «valorizzazione – dice il sindaco Sanna – dell’antica arte e le performance di nuovi ceramisti, la cui attività è sostenuta costantemente dal Comune con la promozione di numerose iniziative».