Caso strade, Fratelli d’Italia contro il commissario della Provincia: «Dichiarazioni inaccettabili, si dimetta»
La reazione del gruppo dei consiglieri regionali dopo le accuse al governo di aver scippato l’ente di 3 milioni e 410mila euro
Oristano Le parole del commissario straordinario della Provincia di Oristano accendono lo scontro politico. Battista Ghisu aveva parlato senza usare troppi giri di parole di uno scippo da parte del governo nazionale accusandolo di aver tagliato i fondi destinanti alla manutenzione delle strade rischiando di mandare gambe all’aria una serie di progetti e addirittura lavori già iniziati. Secondo i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia questa è un’intromissione inaccettabile da parte di un commissario e quindi di una persona non eletta che invece si sarebbe spinta a fare dichiarazioni di stampo politico. Da qui parte la richiesta di «immediate dimissioni del commissario Ghisu, affinché possa, da cittadino libero, dedicarsi alla militanza politica per il suo partito, lasciando le istituzioni fuori dalla propaganda. Si è lanciato in squallidi attacchi strumentali contro il governo nazionale e i parlamentari del centrodestra attraverso messaggi privati indirizzati a sindaci e amministratori locali, che contenevano espliciti inviti a “stanare i parlamentari di centrodestra”, un fatto gravissimo in quanto proveniente da un soggetto privo di qualunque legittimazione democratica, nominato dalla giunta regionale di centrosinistra a guida grillina».
C’è quindi voluto meno di una giornata perché dalla comunicazione si generasse un uragano. A sua volta, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in consiglio regionale ha usato parole molto dure entrando nel merito dei modi utilizzati da Battista Ghisu, il cui comportamento viene definito «inaccettabile» e le sue dichiarazioni «imbarazzanti e del tutto fuori luogo» mentre «Le province sarde ostaggio di nomine politiche e fallimento amministrativo». Quindi gli esponenti di FdI entrano nel merito delle legittimità di messaggi inviati su chat da loro non più considerate private. Il fatto è comunque ritenuto rilevante perché «un commissario dovrebbe limitarsi all’esercizio delle ristrette e specifiche competenze del proprio incarico, senza sconfinare in ambiti politici che non gli competono». Questo comportamento «rappresenta un gravissimo sconfinamento istituzionale. Mai, in oltre dieci anni di amministrazione commissariale delle province sarde, si era assistito a un atteggiamento tanto fazioso e politicizzato, che ignora completamente il doveroso rispetto dei ruoli e dell’equilibrio tra le istituzioni».
L’attacco passa dal fatto in sé ai paragoni e ai due pesi e alle due misure usati: «A tutto ciò si aggiunge il suo silenzio assordante sulla recente Legge Finanziaria regionale, approvata dalla giunta Todde con clamoroso ritardo e del tutto priva di interventi concreti a favore delle Province», aspetto sul quale «Ghisu ha scelto di non intervenire, dimostrando una totale sudditanza politica e l’assenza di autonomia rispetto alla giunta regionale». L’ammonimento è dunque quello di «dedicarsi, invece che alla propaganda politica, alle vere emergenze della provincia di Oristano: dalla manutenzione delle strade, alla gestione ambientale, al contenimento della blue tongue nelle aziende zootecniche sarde, fino alla situazione critica del sistema scolastico provinciale». Monito che si estende poi alla giunta regionale «affinché non si tenti ulteriormente di rinviare le elezioni provinciali, anche se di secondo livello. La democrazia non può continuare a essere sospesa».
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