Il nuovo regno sardo delle tartarughe: scoperto un altro nido
Una caretta caretta ha deposto le uova in spiaggia: è la terza volta nel giro di poche settimane
Cabras È il primo nido di caretta caretta scavato nella sabbia al quarzo, fatto finora unico, nonché il terzo ritrovato nel Sinis nel giro di qualche settimana. A S’archeddu ’e sa canna, ieri mattina, gli esperti dello Ias-Cnr e dell’Area marina protetta hanno individuato e messo in sicurezza un altro nido di tartarughe marine. «Siamo stati contattati dal corpo forestale, perché una biologa, Simona Puddu, passeggiando sulla spiaggia, ha visto delle impronte e le ha riconosciute come quelle di una tartaruga marina – spiega Andrea Camedda, ricercatore dello Ias-Cnr –. Così, dopo averci avvertito la Forestale ha anche provveduto a delimitare l’area con qualche bastone». In spiaggia sono poi arrivati Andrea De Lucia, Simone Fazio e Roberto Loche per lo Ias-Cnr e Roberto Brundu per l’Area marina. «Abbiamo trovato le impronte perfette, non calpestate – racconta ancora il ricercatore –. Per noi è stato molto facile ricostruire la dinamica. Abbiamo visto le impronte di risalita, un primo tentativo di scavo, la salita sopra la duna e dietro quest’ultima il secondo scavo, dove abbiamo sospettato si trovasse il nido, perché c’erano i segni del ricoprimento e del camuffamento».
Per gli esperti ecco allora la scoperta inaspettata: «Abbiamo sondato la zona con le stecchette in legno e abbiamo individuato il nido in meno di cinque minuti. Mi sono ritrovato letteralmente con un uovo in mano. A quel punto abbiamo messo il termometro per monitorare le temperature e prevedere la schiusa e quindi abbiamo recintato l’area, per proteggere il nido dagli animali selvatici, come volpi e cinghiali». Diverse le peculiarità della scoperta: «Il nido è stato fatto a ben ventuno metri dalla battigia, in una zona al sicuro dalle mareggiate, e, per la prima volta, è stato scavato nella sabbia al quarzo. Ora dovremo capire il perché. L’altro nido trovato a Su Zinnibiri, infatti, era stato fatto in un tratto più adatto di sabbia fina». Gli studi hanno già portato ad alcune evidenze: «Quello che sappiamo è che le tartarughe stanno cercando nuovi siti di nidificazione – afferma Andrea Camedda –, si stanno spostando in nuove aree e stanno trovando nella Sardegna, e in particolare nel Sinis, una zona ideale per nidificare».
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