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Crisi di maggioranza a Ghilarza, scontro sugli equilibri di bilancio

di Maria Antonietta Cossu

	I consiglieri comunali dissidenti di Ghilarza
I consiglieri comunali dissidenti di Ghilarza

Il sindaco Licheri: «Così rischiamo di interrompere in anticipo la consiliatura»

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Ghilarza Il malcontento covava sotto la cenere da mesi e alla luce della drastica decisione di interrompere la consiliatura annunciata in aula dal sindaco Stefano Licheri, lo scontro sulla verifica degli equilibri di bilancio suona come la resa dei conti. Le posizioni critiche assunte in precedenti occasioni dai consiglieri di maggioranza Giuseppe Fadda, Renato Giovanetti e Sebastiano Caddeo erano segnali incontrovertibili del dissenso crescente che martedì ha trovato definitivamente sfogo nell’analisi impietosa sulla situazione economica e finanziaria fotografata dalla ricognizione del bilancio previsionale.

Sulla bocciatura della manovra di assestamento hanno pesato i due voti contrari e l’astensione degli esponenti di Progetto Ghilarza, che hanno rilevato una ridotta capacità dell’ente di riscuotere i tributi ravvisando in questo limite un pregiudizio per la stabilità dei conti e una fonte di danno per i cittadini. Al momento della votazione, che si è conclusa in parità per effetto del parere negativo dell’opposizione e dell’unica astensione, il sindaco ha attaccato i suoi compagni addebitando loro la responsabilità delle conseguenze che deriveranno dalla mancata approvazione della delibera e ha prospettato, senza mai pronunciare la parola dimissioni, la remissione del mandato come unica conclusione possibile della crisi in atto. A giudicare dalla risolutezza mostrata in aula la decisione di Licheri sembra irrevocabile, tuttavia non è escluso che un’eventuale opera di diplomazia interna possa sovvertire scenari apparentemente scontati. Almeno un consigliere avrebbe aperto degli spiragli per una risoluzione.

La situazione è precipitata improvvisamente dopo l’intervento di Renato Giovanetti. Richiamando alcune considerazioni fatte dalla Corte dei conti a seguito degli accertamenti svolti sugli esercizi 2021-2022-2023, l’amministratore ha allertato l’esecutivo sui rischi di natura finanziaria cui va incontro il Comune a causa della permanenza in bilancio dei crediti di dubbia esigibilità. «Con 1.580.000 euro di residui attivi ancora da smaltire il bilancio è chiaramente drogato. La capacità di riscossione dell’ente è modesta, si attesta al 22% per i tributi e al 5% per altre tipologie di credito come i contratti di locazione» ha detto Stefano Licheri ridimensionando la relazione della Corte dei conti e accusando i tre dissidenti.

«L’istituto non ha rilevato alcuna anomalia ma ha suggerito ciò che ogni anno consigliava di fare il revisore dei conti dopo l’ approvazione del bilancio – ha affermato il consigliere Giuseppe Fadda –. L’indicazione ricevuta era di abbattere i residui attivi e passivi e con l’ultima variazione abbiamo provveduto a farlo destinando i 220mila euro che si sono liberati dal fondo crediti di dubbia esigibilità. Non dico che questi siano la soluzione, perché quelle somme vanno riscosse per dare servizi alla collettività, ma il bilancio è in salute».

Al pronunciamento del voto Licheri ha sentenziato: «A queste condizioni s’interrompe la legislatura, il che comporterà il blocco dei lavori in corso e la perdita dei finanziamenti. Non comprendo chi in maggioranza non approva un documento che ha i pareri positivi della funzionaria e del revisore». Il primo cittadino ha 20 giorni di tempo per aggiornare la seduta o staccare la spina al Consiglio.

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