La Nuova Sardegna

Oristano

L’assistenza

Tre medici di base in pensione nel 2026, si apre un’altra falla nella sanità

di Caterina Cossu
Tre medici di base in pensione nel 2026, si apre un’altra falla nella sanità

Almeno 4.500 pazienti dovranno cercare un’alternativa entro l’anno a Oristano. L’Ordine provinciale: «Situazione preoccupante»

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Oristano Medici di base, la situazione nel 2026 diventerà critica anche in città a Oristano Se la distribuzione dei medici nel capoluogo era tutto sommato dimensionata al fabbisogno, restando sotto i livelli di allerta provati in questo periodo in altri territori della provincia, l’anno nuovo rischia di scombinare gli equilibri e aggiungere un ulteriore focolaio a una situazione già molto complessa. I prossimi mesi portano in dote almeno tre pensionamenti certi tra i dottori che sono attualmente in attività a Oristano, con la conseguenza che senza ambulatorio di riferimento rimarranno almeno altri 4.500 pazienti. Sono persone che allo stato attuale non sono costretti a ripiegare all’alternativa precaria offerta dall’Ascot ed evitano così di intasare il servizio di assistenza territoriale garantito dall’Asl 5 per chi non ha il medico di famiglia.

«È una situazione drammatica e molto preoccupante quella che si profila all’orizzonte – dice il presidente dell’Ordine dei medici, Antonio Sulis, analizzando la situazione che si verrà a creare –. Si attiveranno ora certamente le procedure dei relativi bandi dell’Asl per rimpiazzare i colleghi e le colleghe che andranno in pensione. E si potrà anche attingere alle graduatorie regionali, ma il problema è quale sarà la risposta dei medici. Siamo attaccati infatti alla speranza è che ci siano colleghi disponibili a fare domanda o a candidarsi, cosa che come l’esperienza ci insegna sta avvenendo con sempre più difficoltà in questo territorio».

La situazione al collasso della provincia con già 40mila pazienti che a oggi non hanno il medico di famiglia di riferimento ha visto nei mesi scorsi il caso complicatissimo del Terralbese, dove i bandi per sostituire i medici in pensione sono rimasti deserti e sull’Ascot si riversano attualmente 8mila pazienti, quasi un quarto del totale della provincia. Ora Oristano rischia il tilt e non è certo che il servizio al momento attivo possa essere in grado di sopperire al fabbisogno, una sfida urgente per la nuova direttrice generale Grazia Cattina. Trovare i medici di base resta la priorità, a vantaggio del rapporto con il paziente.

«Finché non si chiuderanno gli accordi integrativi a livello regionale resterà però difficile creare una prospettiva appetibile per il ruolo, cui comunque negli ultimi anni non si è data la giusta importanza. Fare il medico di base oggi non è un’alternativa allettante: oltre al sacrificio che richiede il ruolo, ci sono tantissime difficoltà burocratiche che non sono note ai pazienti, ma che non aiutano a incentivare l’interesse di un medico in questo settore. Nel frattempo, si potrebbe ripiegare su una politica di potenziamento degli Ascot o proprio come alternativa strategica e allora potrebbe diventare una soluzione, ma solo se viene ripensato il servizio con un piano strutturato e di lungo respiro. Non è pensabile infatti che persista la situazione attuale, è già critica e deficitaria».

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