La Nuova Sardegna

Oristano

Sedilo

Morto il pastore condannato e poi assolto per il sequestro di Titti Pinna

di Maria Antonietta Cossu
Morto il pastore condannato e poi assolto per il sequestro di Titti Pinna

Negli ultimi giorni era stato ricoverato in ospedale per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute

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Sedilo È morto a 85 anni Natalino Barranca, il pastore accusato di complicità nella fase successiva al sequestro di Titti Pinna, l'imprenditore agricolo di Bonorva rapito nel 2006 e detenuto per circa otto mesi in un ovile nelle campagne di Sedilo. Natalino Barranca è deceduto oggi, martedì 20 gennaio, all’ospedale San Martino di Oristano, dov’era stato trasferito qualche giorno fa per l’aggravarsi delle condizioni di salute. La salma è esposta nella chiesetta delle Anime per la veglia prima del funerale, che si svolgerà domani, mercoledì 21 gennaio alle 11,30 nella parrocchia di San Giovanni Battista. All’epoca della liberazione di Titti Pinna furono in pochi, in paese, a credere al coinvolgimento di Barranca nel ruolo di carceriere. Quando fu rinviato a giudizio molti compaesani si schierarono dalla sua parte ritenendolo incapace di commettere qualunque crimine e credendo alla sua buona fede quando sosteneva di essere all’oscuro del fatto che il rapito si trovasse in un covo a pochi passi dal punto in cui custodiva e portava al pascolo il gregge per conto di Salvatore Atzas, il titolare dell’azienda da cui Titti Pinna fuggì nel maggio del 2007.

Il primo processo si concluse con la condanna di Atzas a 30 anni di carcere per sequestro di persona e di Barranca a 17 con l’accusa di aver avuto un ruolo durante la prigionia della vittima. In appello Barranca fu assolto per non aver commesso il fatto, ma la procura di Cagliari ricorse in Cassazione dove fu annullato il verdetto. Il processo fu trasferito alla Corte d’Assise di Cagliari, che si pronunciò per la condanna. Nel 2015 la Corte di Cassazione dispose l’annullamento senza rinvio della condanna inflittagli nel processo bis di secondo grado. Prima di quel verdetto Natalino Barranca si rese irreperibile, deciso, come confessò egli stesso, a non tornare in carcere in caso di condanna. Natalino Barranca ha vissuto gli ultimi undici anni da innocente conclamato e da uomo libero, ma la vicenda lo aveva segnato nel profondo rimanendo per molti conoscenti e compaesani una persona candida, onesta e incapace di nuocere al prossimo.

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