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Oristano

La storia

Tomba di 7mila anni fa prende vita grazie alla ricostruzione 3D degli studenti

di Paolo Camedda
Tomba di 7mila anni fa prende vita grazie alla ricostruzione 3D degli studenti

Il progetto della Fondazione Mont’e Prama e il lavoro dei ragazzi e delle ragazze del liceo artistico Carlo Contini sul nuraghe Cuccuru Is Arrius

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Oristano Sinora l’inizio della storia lo potevamo solo conoscere attraverso le parole, qualche rovina e pochissimi reperti. Da ora in avanti sarà anche davanti ai nostri occhi. Nel nuovo museo Marongiu di Cabras lo spazio espositivo dedicato all’area di Cuccuru Is Arrius sarà arricchito da una ricostruzione in 3D di una tomba ipogeica di grandezza originaria, con tanto di corredo funebre e tavole informative dipinte. Studenti e Fondazione Il progetto, unico nel suo genere, unisce arte, tecnologia e archeologia. Sviluppato dalla Fondazione Mont’e Prama, coinvolge studenti e insegnanti del liceo artistico Carlo Contini di Oristano e vede la partnership tecnologica del Fab Lab di Olbia. «Nasce da un’idea di collaborazione fra noi e il dirigente scolastico Pino Tilocca, recentemente scomparso – racconta il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni –. Si sta per concludere e ne siamo particolarmente lieti. La nostra idea era quella di una collaborazione per dare l’opportunità agli studenti di operare sul campo, realizzando cose concrete sulle cose che stanno studiando e portando un risultato a tutto il territorio». Così è accaduto che mentre si progettava il nuovo allestimento del museo in fase di rinnovamento, si notò che una delle cose che mancava era l’inizio della narrazione.

«La nostra nasce infatti nel V millennio avanti Cristo, settemila anni fa, ma di quell’inizio al museo abbiamo pochissimo: ci sono le dee madri, ma manca uno spazio che faccia capire la grande novità che fu introdotta allora con le sepolture singole di quella necropoli», prosegue Anthony Muroni. È in quel momento che emerge l’idea di ricostruire nel museo una delle tombe ipogeiche: «In condizioni normali l’avremmo dovuto fare con un’azienda che si occupa di museografia, che forse in Sardegna nemmeno esiste. Invece, visto che il liceo artistico aveva un nuovo indirizzo in cui gli studenti avrebbero imparato a usare le nuove tecnologie e a fare le ricostruzioni in 3D, abbiamo sviluppato questa iniziativa». L’idea andava concretizzata e allora si è passati alle cose concrete. Le archeologhe della Fondazione per alcuni mesi sono state a scuola, fianco a fianco con gli studenti, e hanno trasferito loro tutte le informazioni e i risultati delle ricerche. Terminata questa prima fase la scuola ha iniziato a lavorare per le ricostruzioni in 3D. È stata così fatta rinascere una tomba di dimensioni reali che presto sarà svelata in anteprima e quindi esposta nel Museo Marongiu a Cabras

Il progetto, che sarà concluso sotto il nuovo dirigente scolastico Giuseppe Scarpa, è stato cofinanziato dall’Università di Sassari con i fondi Pnrr nell’ambito delle iniziative Spoke 2 e ha visto in prima fila le archeologhe della Fondazione che hanno espresso le loro esigenze. Sulla base di queste hanno fatto diverse proposte gli studenti delle tre classi coinvolte: la 3ªA della sezione ceramica, la 4ªA delle arti figurative e la 4ª B della sezione legno. Oltre alla ricostruzione della tomba ipogeica si sono occupati di una seconda riproduzione in scala, di realizzare le tavole dipinte che raccontino la vita di Cuccuru Is Arrius e di riprodurre gli oggetti che componevano il corredo funerario. L’archeologa Nicoletta Camedda racconta l’esperienza diretta vissuta a tu per tu con gli alunni: «Negli incontri periodici i ragazzi ci hanno presentato di volta in volta l'avanzamento dell’attività. Sono molto entusiasti e coinvolti nel progetto, così come i loro docenti. È stato bello vederli usare la fantasia nell’interpretare i dati scientifici. È un modo per avvicinarli all’archeologia e trasmettergli la passione per il nostro territorio».

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal dirigente scolastico, Giuseppe Scarpa: «Sono subentrato in corso d’opera a Pino Tilocca e dispiace che lui non possa vedere i frutti della sua bella iniziativa che consente ai nostri studenti di svolgere un’esperienza importante che andrà ad arricchire il museo di Cabras». In tutto serviranno 32mila ore di stampa e per diversi giorni sono state utilizzate contemporaneamente trentadue stampanti. Presto i frutti del progetto potranno essere ammirati da tutti. Si sta infatti provvedendo alle ultime stampe e alla realizzazione dei manufatti in argilla del corredo funebre, che troveranno spazio dentro la tomba assieme alle tavole pittoriche informative. Appena saranno completati i lavori della nuova ala del museo di Cabras, tutto l’allestimento sarà montato e quindi visitabile arricchendo l’offerta del museo.

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