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Nuovo programma per la Provincia di Oristano, il presidente: «Un piano concreto»

di Alessandro Mele

	Paolo Pireddu, presidente della Provincia di Oristano
Paolo Pireddu, presidente della Provincia di Oristano

La minoranza vota “no”: «Basta parole, adesso servono i progetti»

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Oristano Dopo oltre un decennio di commissariamento, la Provincia torna a dotarsi di linee programmatiche scritte da una maggioranza di governo democraticamente eletta, seppur nella recente tornata “di secondo livello” che ha coinvolto tutte le amministrazioni comunali del territorio. A presentare questa nuova fase istituzionale è stato direttamente il presidente Paolo Pireddu. «Con questo documento – ha affermato – vogliamo rimettere la Provincia al servizio dei territori e dei Comuni, che rappresentano il motore dello sviluppo della nostra società».

Tra le azioni prioritarie figurano la messa in sicurezza e la manutenzione della rete viaria, il rafforzamento del trasporto pubblico, con particolare attenzione alle aree interne e un piano straordinario sugli edifici scolastici, per garantire sicurezza e servizi adeguati. Le linee programmatiche prevedono inoltre un forte impegno sulla transizione energetica, con l’installazione di impianti da fonti rinnovabili sugli edifici dell’ente e la creazione della comunità energetica rinnovabile provinciale.

«Un’attenzione particolare – ha aggiunto Pireddu – sarà dedicata alla tutela della salute pubblica, con programmi innovativi di prevenzione e contrasto all’emergenza West Nile, basati su monitoraggi scientifici, disinfestazioni mirate e sul coordinamento con le istituzioni competenti». Sul fronte dello sviluppo, la Provincia punterà sulla valorizzazione turistica costruita insieme ai Comuni, sostenendo grandi eventi, progetti intercomunali e una promozione coordinata dell’offerta provinciale. Centrale anche lo sviluppo delle infrastrutture strategiche, a partire dal sistema locale portuale e aeroportuale.

Sul documento programmatico è intervenuta anche la minoranza consiliare del Campo largo. Renzo Ponti, Federica Piras, Angelo Masala e Laura Celletti hanno espresso voto contrario. «Siamo di fronte a un lavoro tecnico corretto sotto il profilo contabile, ma privo di un’analisi preventiva dei bisogni reali delle comunità – hanno commentato –. Non è stato fatto alcuno sforzo per ascoltare il territorio o per mappare le criticità che variano profondamente tra la costa, le zone montane e il Campidano. Per contrastare lo spopolamento e il declino dei nostri centri non possono bastare formule standardizzate. Il documento manca di una lettura attenta delle peculiarità che rendono unico l’Oristanese».

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