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Oristano

Il racconto

Uno storico campo da calcio compie 100 anni: qual è e la sua storia

di Paolo Camedda
Uno storico campo da calcio compie 100 anni: qual è e la sua storia

Il 7 febbraio 1926 l’inaugurazione con un saggio da ginnastica

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Oristano Ha un secolo di vita ma non lo dimostra. Oggetto negli anni di importanti lavori, che hanno consentito di sostituire il manto in erba naturale con un sintetico di ultima generazione, dopo aver ospitato a fine gennaio la finale di Coppa Italia di Eccellenza fra Iglesias e Tempio, lo stadio comunale di Oristano di via Dorando Pietri, universalmente conosciuto come Campo Tharros, compie oggi, sabato 7 febbraio, 100 anni. L’impianto in cui è stata scritta gran parte della storia sportiva della Polisportiva Tharros, che lo ha avuto dal Comune in concessione pluriennale, è stato infatti inaugurato come struttura privata il 7 febbraio del 1926. Lo racconta il delegato regionale della Società italiana di storia dello sport, nonché membro del Comitato europeo, Mario Fadda: «Il Campo dell’allora Società Ginnastica Tharros, in terra battuta, fu inaugurato a Oristano, esattamente dove si trova ancora oggi, domenica 7 febbraio 1926. Fu fatta per l’occasione una cerimonia classica, con tutta la società di ginnastica schierata. Erano stati invitati il cavalier Ernesto Campanelli, forse esponente del Partito fascista, gli onorevoli Paolo Pili e Antonio Putzolu e tutte le autorità religiose, civili e militari. Si svolse quindi, con la partecipazione di altre società ginniche dell’isola, un saggio generale di ginnastica».

All’epoca il campo non aveva recinzioni. «Qualche tempo dopo vennero eseguiti dei lavori di cintatura perché così il campo non poteva essere utilizzato per disputare tornei: senza recinzione non si poteva pagare il biglietto». La Tharros nel 1926 non aveva ancora una sezione calcistica strutturata e non partecipava a nessun campionato, benché nel 1910 avesse sfidato l’Amsicora nel primo campionato sardo di calcio organizzato in città nell’ambito dei campionati regionali di ginnastica. «Tuttavia è testimoniata una certa pratica calcistica con la disputa di gare amichevoli – precisa Mario Fadda –. Risulta una gara Serramanna-Tharros dell’aprile del 1930, persa dagli oristanesi, e poi la partecipazione ai campionati Ulice dal 1930-31, dopo l’inglobamento dell’Unione libera italiana calciatori nella Figc per opera del fascismo in seguito alla Carta di Viareggio dell’agosto 1926».

In pieno regime fascista, come molte società sportive, anche la Società ginnastica Tharros si trasforma: «Il Campo Tharros è requisito dal fascismo, diventa comunale, concesso in usufrutto alla Tharros e alle altre società cittadine, e assume il nome di Campo del Littorio. A sua volta la Tharros diventa Fascio giovanile di combattimento e con questa denominazione partecipa al Girone Sud della terza divisione 1933-34. Dopo la Guerra di Etiopia la società viene ricostituita nel 1937 come Dopolavoro comunale arborense, partecipa al campionato 1937-38 e si piazza seconda dietro la San Giorgio, che va in Serie C. Dall’anno successivo l’Arborense disputa la Prima divisione e da quel momento l’attività calcistica inizia a diventare più frequente. Nel 1939 il Campo Tharros, dotatosi di tribuna, ospita anche gli spareggi per la qualificazione alla finale fra Terranova, Aquila Cagliari e Nuorese. La pratica calcistica a Oristano va poi a scemare durante la Seconda guerra Mondiale e riparte nel 1944, con la nascita dell’attuale polisportiva Tharros con colori sociali nerazzurri, che tiene almeno fino al 1948-49. Solo dopo attiva il biancorosso».

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