La Nuova Sardegna

Oristano

L’iniziativa

Granchio blu e noce di mare, è allarme rosso e scatta il piano anti invasione

di Paolo Camedda
Granchio blu e noce di mare, è allarme rosso e scatta il piano anti invasione

Un progetto per salvare la pesca dalla specie aliena

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Oristano Si chiama Ricrea ed è il nuovo progetto destinato al Golfo di Oristano, che vede in campo assieme la Fondazione Medsea, Legacoop e i vari Consorzi di pesca con l’obiettivo di promuovere e aggiornare i contratti di transizione ecologica, rafforzando l'attuazione concreta nei territori e favorendone la replicabilità in altri siti pilota. L’iniziativa segna un passo avanti concreto nella gestione delle specie aliene in Sardegna e rivolge un’attenzione specifica allo sviluppo sostenibile e all’adattamento ai cambiamenti ambientali. Il progetto, che vede i pescatori locali come protagonisti attivi nella costruzione delle soluzioni, unendo l'esperienza sul campo alla ricerca scientifiche, si compone di più aspetti e misure. Se da una parte è stata avviata una revisione strategica del programma della azioni di contratto, dall’altro sono state lanciate azioni operative mirate, fra cui il contrasto alle specie aliene e l’attivazione di un osservatorio sulle zone umide.

Martedì scorso nella sede di Legacoop Sardegna a Oristano si è tenuto il primo incontro operativo, che apre un percorso condiviso di almeno tre appuntamenti. Al centro del confronto fra le parti c'erano i temi del granchio blu e della noce di mare, che minacciano la biodiversità locale e l'economia ittica del territorio. Il granchio blu, in particolare, specie originaria dell’Atlantico occidentale, è entrato nelle lagune della Sardegna circa dieci anni fa ed è oggi stabilmente presente anche nell’Oristanese. Se la diffusione è stata rapida, gli effetti variano per impatto e criticità nelle diverse lagune, che richiedono perciò un approccio specifico.

Tra le azioni prioritarie da adottare è emersa quella della pesca selettiva delle femmine di granchio blu nel sito pilota di S’Ena Arrubia, una misura pensata per intervenire sulla capacità riproduttiva della specie. L’intervento partirà tra aprile e maggio, con la costruzione delle nasse dedicate da parte dei pescatori, in modo da realizzare un contenimento mirato e controllato. «La gestione delle specie aliene - ha detto la presidentessa di Medsea, Piera Pala – richiede responsabilità condivisa e decisioni basate su dati solidi. Legacoop Sardegna e pescatori, protagonisti attivi nella tutela delle lagune e nella costruzione di soluzioni concrete, hanno un ruolo centrale in questo progetto. Puntiamo a ricavare dati coerenti e validati, utili a orientare le scelte future».

Mauro Steri, responsabile settore pesca e acquacoltura di Legacoop, ha sottolineato: «Solo con un approccio dal basso, come questo, che veda partecipi tutti i portatori di interesse si possono costruire soluzioni condivise e a lungo termine». Ma cosa ne pensano i pescatori? «Unire la nostra esperienza e gli studi scientifici può essere la strada giusta per trovare soluzioni condivise ai problemi che colpiscono le lagune dell’Oristanese e limitare il proliferare di queste specie», ha sostenuto Simone Dessì, della Cooperativa Corru s'Ittiri di Terralba. D'accordo con lui anche Daniele Columbo, della Cooperativa Torrevecchia di Arborea. «Le strade da percorrere - ha affermato il presidente della Cooperativa pescatori Sant'Andrea Alessandro Porcu - sono la promozione di azioni di marketing per la vendita del granchio blu e di studi sulla proliferazione della noce di mare».

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