La Nuova Sardegna

Oristano

Il caso

La crisi dei mercatini: crollo drastico delle presenze degli ambulanti e delle presenze

di Michela Cuccu
La crisi dei mercatini: crollo drastico delle presenze degli ambulanti e delle presenze

Intanto il Comune lancia il bando per il rilancio. La scommessa è riportare i clienti in piazza

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Oristano Il martedì e il venerdì mattina piazza Abis prova a indossare il suo abito migliore, ma le cuciture iniziano a cedere. Quando il mercato era ancora nella adiacente via Aristana diventava un formicaio umano capace di ospitare fino a 140 stalli. Oggi somiglia a una scacchiera incompleta. Mancano all’appello quattordici ambulanti, un vuoto che il Comune sta tentando di colmare con un nuovo bando, ma che nasconde una crisi strutturale molto più profonda della semplice burocrazia. Roberto Contu, 58 anni, veterano del settore dell’abbigliamento femminile che da 32 anni due volte a settimana da Cagliari parte per raggiungere la città, fotografa una realtà impietosa: «Fino a 25 anni fa eravamo in 140, siamo rimasti una quarantina in questa piazza. Peccato perché il posto è bello e funzionale».

Non è solo una questione di numeri, ma di una forza attrattiva che svanisce. Secondo gli operatori, esiste un circolo vizioso pericoloso: meno banchi significano meno scelta, e meno scelta significa meno clienti. Eppure, la struttura non manca di nulla: «Il calo dei clienti è legato all’offerta. Meno ce n’è, in meno vanno ad acquistare. Eppure piazza Abis è ben attrezzata, ci sono parcheggi, servizi e bar. Se fossimo di più a lavorare, sono certo che i clienti aumenterebbero». Il problema non è solo oristanese, ma qui batte forte, trasformando il mestiere dell’ambulante in una scelta di pura resistenza: «Il problema principale è il mancato ricambio generazionale. Se un ambulante va in pensione, sempre più raramente un altro, un giovane, è pronto a rimpiazzarlo», spiega l’ambulante. Le ragioni di questo deserto generazionale sono pragmatiche e legate alla durezza del quotidiano: «È un lavoro duro, pieno di imprevisti. Ci sono giorni dove i ricavi non coprono le spese. Basta un po’ di pioggia, i clienti preferiscono rimanere in casa e noi arriviamo sin qui per nulla».

È la fotografia di una categoria che si sente fragile davanti alle intemperie e ai mutamenti del consumo. Proprio per rispondere a questo grido d’aiuto, il Comune ha messo sul tavolo un nuovo bando per l’assegnazione delle quattordici concessioni decennali attualmente vacanti. La strategia punta tutto sul rinnovamento: i criteri di selezione prevedono punteggi premianti per l’imprenditoria giovanile, cercando di abbassare l’età media di una piazza che rischia l’estinzione per vecchiaia. L’obiettivo è duplice: da un lato offrire una stabilità temporale – dieci anni di concessione – che permetta a un giovane di investire in furgoni e attrezzature, dall’altro diversificare i settori merceologici per spezzare il calo dell’offerta lamentato dai veterani. Tuttavia, tra i banchi il clima resta cauto. La concessione decennale è un’ancora, ma non basta a fermare la tempesta se mancano incentivi reali sulla gestione dei costi o una promozione che riporti i cittadini a vivere il mercato come un appuntamento sociale. La sfida di Piazza Abis è la sfida di un intero modello di commercio di prossimità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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