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Urbanistica

Centro storico: investire è un lusso. Costi e vincoli frenano la rinascita – Ecco dove

di Caterina Cossu
Centro storico: investire è un lusso. Costi e vincoli frenano la rinascita – Ecco dove

Il cuore della città è pieno di ruderi ma la riqualificazione è complicata da tanti fattori. La politica può fare la differenza

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Oristano L’ultimo simbolo della città che fu è stato cancellato qualche giorno fa. L’edificio che si affaccia su piazza Roma, alle spalle della Torre di Mariano, è stato buttato giù. All’angolo con via Garibaldi, ha ospitato per decenni il bar Ibba, diventato poi Azzurro, fino agli anni Duemila. Poi, è rimasto chiuso e stava venendo giù pian piano. Dopo il passaggio delle ruspe e dell’impresa diventerà un condominio e, al posto dello storico bar a piano terra, ci sarà un locale commerciale, che vivrà una nuova vita. Insieme all’intervento di ripristino della facciata dell’immobile che sta proprio di fronte alla piazza, e che prende dall’angolo con via Tirso quasi tutta la porzione del marciapiede della piazza, resterà uno dei pochi restauri dei ruderi cittadini. Gli investimenti necessari, infatti, per dare nuova vita agli immobili del centro storico, sono alla portata di pochi.

Interventi milionari Si parla di cifre a cinque o sei zeri. Comprare in centro storico, sebbene si tratti di se catapecchie da buttare giù, non costa mai meno di tremila euro al metro quadro, prezzo di mercato normale oggi per Oristano, con la prospettiva di spenderne altrettanti per ottenere un appartamento confortevole. «Il Comune può fare bandi per il centro storico solo se ci sono degli stanziamenti regionali o nazionali. E gli ultimi hanno rimborsato un massimo del 60 per cento dell’investimento, fino però a esaurimento del fondo stesso. Ora c’è il bonus del 50 per cento valido fino al 31 dicembre, ma solo per le prime case. Sono maglie molto strette, attraverso le quali l’amministrazione locale può fare molto poco», dice Fulvio Deriu, presidente del Collegio dei geometri e della Commissione Urbanistica.

Vincoli e difficoltà Che siano immobili di privati o comunali come Palazzo Paderi e il rudere di piazza Onroco, di cui rimangono solo qualche muro perimetrale e che il Comune ha provato a vendere con una base d’asta da 200mila euro – ma che nessuno ha comprato –, la pratica per intervenire sugli edifici del centro storico è quella di restauro e risanamento conservativo, con i vincoli che ne conseguono. Inoltre, le problematiche sono molteplici: per esempio, l’umidità di risalita per la presenza di muri in ladrini, mattoni di fango, che vanno preservati e rimessi a nuovo con trattamenti specifici. Ancora può capitare che un atteso intervento, come quello in via Tirso nel rudere tra i civici 35 e 45, possa essere bloccato per dovute verifiche sulla presenza di materiali inquinanti come l’amianto, con aggravio di costi per il cantiere.

Politiche di sviluppo La situazione va certamente sbloccata per non far morire il centro storico, dove oltre alla densità abitativa si abbassano anche le serrande dei negozi. Il Comune, intanto, ha aperto una fase di dialogo con la cittadinanza, per avviare un confronto diretto su proposte concrete. «Quello che si può fare è agire per inverso: investire nelle aree periferiche per riequilibrare i prezzi del mercato e far sì che comprare casa in centro sia più economico – suggerisce ancora Deriu –, ma sopratutto portare qui grandi investitori: penso a grandi gruppi come Amazon, Google, Apple. Gruppi che, sistemandosi al centro della Sardegna e offrendo servizi lì dove la qualità della vita è alta, avrebbero interesse a creare posti di lavoro e stabilità economica per i nostri giovani, che solo con stipendi dignitosi e contratti a lunga prospettiva possono pensare di investire in un immobile».

Il lungo Tirso La proposta è ragionare sul territorio di Oristano come se fosse unico: «Pensare le frazioni come inglobate nell’unico tessuto urbano, comprese la marina di Torregrande e le sponde del fiume». Oristano varrebbe quindi Bosa. «Un lungo fiume pulito, ordinato e percorribile a piedi e in bicicletta sarebbe un biglietto da visita non indifferente per la città. Per fare tutto questo è imprescindibile dotare la città di uno strumento urbanistico funzionante».

Ztl Intanto, dopo la riunione pubblica per il mercato civico di via Mazzini, il Comune riapre le porte al confronto con la città sul progetto per la zona a traffico limitato per il centro città. L’appuntamento è per venerdì prossimo, 17 aprile, alle 15.30, all’Hospitalis Sancti Antoni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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