La Nuova Sardegna

Oristano

La mostra

La Madonna tra antico e moderno, tra sacro e quotidiano – Ecco dove

La Madonna tra antico e moderno, tra sacro e quotidiano – Ecco dove

Un’esposizione di circa 50 opere che dialogano tra loro nel loro modo di rappresentare la madre di Gesù

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Oristano Da Maria Lai a Francesco Ciusa, passando per Pinuccio Sciola, Mario Delitala e le riletture contemporanee di Nicola Caredda, Gavino Ganau e La Fille Bertha: al Museo Diocesano Arborense la figura della Madonna diventa terreno d’incontro tra epoche, sensibilità artistiche e modi diversi di raccontare il senso della maternità. È questo il cuore di “Madre”, la mostra inaugurata in occasione del Primo maggio che mette in dialogo circa cinquanta opere tra dipinti, sculture e ceramiche. L’idea dell’esposizione non è quella di proporre una classica rassegna di arte sacra, ma di mostrare come l’immagine di Maria continui a trasformarsi senza perdere la propria forza simbolica.

Nelle opere storiche emerge la Madonna della devozione popolare, della sacralità e del racconto religioso; nei lavori contemporanei, invece, prende forma una figura più vicina alle inquietudini dell’oggi, legata ai temi della cura, della fragilità e dell’accoglienza. Il dialogo tra antico e contemporaneo è il vero motore della mostra curata da Alessandra Pasolini, Maria Francesca Porcella, Antonino Zedda, Antonello Carboni e Silvia Oppo.

Le opere non sono disposte come semplici testimonianze storiche, ma costruiscono un percorso in cui linguaggi artistici lontani nel tempo si rispondono a vicenda. Da una parte la tradizione iconografica della Madonna, dall’altra interpretazioni che la liberano dall’immobilità delle immagini sacre per restituirla come presenza viva e profondamente umana. Ne nasce un’esposizione che prova a parlare anche a chi non cerca necessariamente un’esperienza religiosa. “Madre” usa infatti la figura di Maria come chiave per interrogare il presente: il bisogno di protezione, il rapporto con il dolore, la speranza, il senso della vicinanza in un tempo attraversato da incertezze e solitudini.

La mostra resterà aperta fino al 28 giugno, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. (cat.co.)

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