Un ambulatorio sociale permanente – Il progetto
Si candidano al bando regionale un’associazione ed ente del Terzo settore sostenuta anche dal Comune
Oristano Un ambulatorio sociale permanente, aperto alle persone più fragili della provincia e capace di offrire visite gratuite, orientamento sanitario e supporto nell’accesso alle cure. È questo l’obiettivo della Domus Oristano Odv, che punta a partecipare al bando sperimentale promosso da Ares Sardegna per la realizzazione di ambulatori medici a bassa complessità. Un percorso che ha ricevuto un primo via libera con la delibera approvata dalla giunta comunale, che ha formalizzato l’adesione del Comune al partenariato richiesto dall’associazione.
La parte pubblica L’amministrazione comunale contribuirà al progetto mettendo a disposizione un immobile, ancora da individuare, che rappresenterà il 25 per cento del co-finanziamento richiesto dal bando. Si tratta di un passaggio indispensabile per consentire alla Domus di concorrere all’assegnazione delle risorse regionali previste dall’avviso pubblico di Ares, che mette complessivamente a disposizione 400mila euro per iniziative finalizzate a contrastare la povertà sanitaria.
L’ente A presentare la candidatura è l’associazione presieduta da Luisanna Usai, una realtà conosciuta soprattutto per l’attività di sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Attraverso il progetto “No SprecOr”, infatti, la Domus recupera e redistribuisce ogni settimana eccedenze alimentari che raggiungono circa 130 nuclei familiari del territorio. Negli ultimi anni, però, l’associazione ha sviluppato anche un’importante attività in ambito sanitario, maturando l’esperienza richiesta dal bando regionale, riservato agli enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore.
Le iniziative sanitarie Dal 2024 la Domus ha gestito un presidio sanitario all’interno dell’infermeria della comunità integrata di via San Saturnino e ha avviato un’analoga collaborazione l’anno scorso con la Caritas diocesana. Le due esperienze hanno consentito di creare sportelli dedicati alle persone con redditi inferiori ai 10mila euro annui, offrendo consulenze e assistenza completamente gratuite. Attorno a queste iniziative si è formata una rete di professionisti che comprende medici di famiglia in pensione e specialisti disponibili a prestare servizio volontariamente. Pneumologi, cardiologi, pediatri e altri specialisti, sono stati affiancati anche da medici ancora in attività, che hanno garantito turni e consulenze in discipline come ginecologia, medicina legale e oculistica. L’accesso ai servizi non era legato al Comune di residenza, ma esclusivamente alla situazione economica degli utenti provenienti dall’intera provincia di Oristano.
Assistenza alle pratiche L’esperienza maturata sul campo ha evidenziato una domanda crescente di assistenza. Molte richieste non riguardano soltanto visite o consulenze, ma anche il bisogno di essere accompagnati nell’accesso ai servizi sanitari, tra prenotazioni al Cup, esami specialistici e pratiche amministrative spesso difficili da affrontare per anziani e persone sole, sportello che sarà ricompreso nel progetto presentato per la partecipazione al bando di Ares.
L’investimento Su queste basi nasce quindi l’iniziativa, dal valore complessivo di circa 80mila euro. L’obiettivo è creare una sede stabile e dedicata nella quale possano operare a rotazione i dodici medici che già collaborano con la Domus. Oltre alle visite di medicina generale e specialistiche, il centro dovrebbe offrire assistenza quindi nelle prenotazioni, consulenze farmaceutiche e un punto socio-sanitario in grado di orientare i cittadini verso i servizi più adeguati.
I passi politici Nella delibera di giunta con cui aderisce al partenariato, il Comune richiama esplicitamente alcune criticità che interessano anche il territorio oristanese: la carenza di medici di famiglia e pediatri, le difficoltà nell’accesso alle visite specialistiche e i tempi di attesa sempre più lunghi. Gli ambulatori dovrebbero essere aperti almeno tre giorni alla settimana e rivolgersi in particolare ad anziani, persone fragili, cittadini indigenti e utenti in condizioni di povertà sanitaria. Per la Domus si tratta di un ulteriore passo avanti in un percorso che punta ad affiancare il sistema sanitario pubblico con servizi di prossimità rivolti a chi rischia di restare escluso dalle cure. Un’esperienza che, nelle intenzioni dell’associazione, potrà integrarsi con i futuri progetti della Casa di Comunità dell’Asl 5, contribuendo a rafforzare sul territorio una rete di assistenza sempre più vicina ai bisogni delle persone. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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