È in Sardegna il primo borgo italiano “Villaggio delle stelle”: ecco dove
Un primato prestigioso, riconosciuto dalla Fundación Starlight dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie
Allai C’è un piccolo paese della Sardegna centrale che ha deciso di fare una scelta controcorrente: spegnere le luci per accendere il cielo. E oggi quella scommessa è diventata un primato nazionale. Allai, paese meno di 300 abitanti incastonati tra le colline del Barigadu, è il primo borgo italiano a ottenere la certificazione internazionale di “Villaggio delle Stelle” rilasciata dalla Fundación Starlight dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie, uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo nel campo della tutela del cielo notturno. Un traguardo che va ben oltre il semplice valore simbolico. La certificazione viene assegnata soltanto ai territori che garantiscono condizioni eccezionali per l’osservazione astronomica, con livelli minimi di inquinamento luminoso, elevata qualità ambientale e una concreta strategia di valorizzazione turistica e scientifica del patrimonio celeste.
Un percorso rigoroso che ad Allai ha richiesto quattro anni di lavoro. Nel frattempo il borgo ha cambiato volto. L’illuminazione pubblica è stata ripensata con criteri sostenibili, limitando la dispersione luminosa verso il cielo. Sono state installate panchine panoramiche dedicate all’osservazione delle costellazioni, corredate da mappe stellari consultabili dai visitatori, e sono stati organizzati eventi astronomici, serate divulgative e workshop fotografici che hanno coinvolto cittadini, scuole e appassionati provenienti da tutta l’isola. Il risultato è che oggi, quando cala la notte, ad Allai si può ancora vedere ciò che in molte città è ormai scomparso: una Via Lattea nitida, migliaia di stelle visibili a occhio nudo e un cielo capace di trasformarsi in attrazione turistica.
L’ingresso nella rete Starlight colloca il paese in una ristretta élite internazionale e lo affianca ai due unici siti italiani già certificati come “Parchi delle Stelle”: l’area dell’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy, in Valle d’Aosta, e il Parco astronomico GAL Hassin di Isnello, in Sicilia. La differenza è che Allai è il primo vero borgo storico a ottenere questo riconoscimento. «Quello che molti consideravano uno svantaggio, l’isolamento e le piccole dimensioni, è diventato il nostro punto di forza», sottolinea il sindaco Antonio Pili. Un concetto che sintetizza bene la filosofia dell’iniziativa: trasformare la marginalità geografica in un elemento distintivo capace di attrarre un turismo curioso, lento e rispettoso dell’ambiente. Le stelle, insomma, diventano una nuova infrastruttura del territorio. Invisibile, ma potentissima. E in un’epoca in cui l’inquinamento luminoso cresce anno dopo anno, Allai prova a fare il percorso inverso: recuperare il buio come risorsa, proteggere il cielo come bene comune e costruire attorno a quel patrimonio una nuova idea di sviluppo. Per un paese di appena trecento abitanti, non è solo una certificazione. È una dichiarazione d’identità.
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