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Le elezioni del 2027

La città laboratorio politico: il centro lascia la destra e guarda al centrosinistra e ai civici

di Enrico Carta
La città laboratorio politico: il centro lascia la destra e guarda al centrosinistra e ai civici

A un anno dal voto parte la campagna elettorale: si va verso la formazione di nuove alleanze

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Oristano Udc, Sardegna al Centro 20/Venti, Psd’Az e persino i Progressisti. Tutti in una stanza e non è una creazione frutto dell’intelligenza artificiale. Che ci facevano? La risposta è molto semplice: dialogano per capire se si può costruire qualcosa di solido. Il sabato pomeriggio si colora così di giallo. Un misterioso incontro ha animato la giornata e soprattutto agiterà non poco il clima politico. Non c’era il pienone perché era solo un primo approccio, ma le presenze erano significative dal momento che al colloquio hanno partecipato i vertici e alcuni pezzi da novanta – parlando in chiave elettorale – di una parte dello schieramento che ora sostiene Massimiliano Sanna e di chi oggi si trova all’opposizione. Più che all’oggi, si pensa già al domani ovvero alle elezioni comunali del prossimo anno che potrebbero portare uno sconvolgimento nella formazione delle varie alleanze. Al primo approccio tra eventuali compagni di viaggio era presente una quindicina di persona. Potrebbe essere quella che negli incontri di boxe si chiama fase di studio, ma non c’era la minima intenzione di fare a botte e forse è già qualcosa in più di un momento in cui si controllano le mosse di chi si ha di fronte, perché potrebbe essere il primo seme piantato nel terreno di un albero che potrebbe crescere molto più rapidamente di quanto si crede.

L’idea è chiara: creare un polo centrista, civico e con qualche o più di qualche spruzzata di centrosinistra evitando le ali e quello che viene visto come lo strapotere di qualcuno. Il riferimento a fatti o persone non è puramente casuale, a differenza di quanto indicava la scritta finale all’inizio dei film. Qualcosa si è infatti rotto nel rapporto tra i partiti di centro e Fratelli d’Italia che viene visto come un asso pigliatutto. Col fumo negli occhi viene poi valutata la possibilità che nella prossima alleanza di centrodestra-molto a destra entri a far parte anche Futuro Nazionale. Allora si guarda altrove, a un’alleanza (da costruire) magari sul modello Quartu Sant’Elena o Porto Torres, dove una parte di chi oggi è in minoranza in Regione ha costruito l’accordo elettorale con chi invece governa.

L’idea oristanese potrebbe essere un po’ più ristretta rispetto alla costruzione di un campo larghissimo, però non paiono esserci preclusioni di sorta tranne che per posizioni esageratamente “fondamentaliste” e troppo sbilanciate verso gli estremi. Il peso elettorale dei partiti che al tavolo di sabato – tutti tra l’altro con le mani libere perché non devono rispondere a particolari ordini che arrivano da Roma o da Cagliari – è notevole ipotizzando che abbiano ancora tra le loro file i big che li hanno trainati alle scorse elezioni e non vi è motivo di dubitare di ciò. Il sasso nello stagno è lanciato, ora bisogna vedere che onde genererà e se infine si solleverà la marea. Se chiedete a un bookmaker vi dirà che, a differenza di quanto pensava Don Abbondio, il matrimonio si farà.

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