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Niente sindaci eletti, in due Comuni arriva il commissario straordinario

Niente sindaci eletti, in due Comuni arriva il commissario straordinario

La giunta regionale ha nominato i due funzionari che faranno le veci del sindaco sino al prossimo voto

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Boroneddu Nuovi commissariamenti nei piccoli centri della provincia di Oristano e un quadro amministrativo che continua a mostrare fragilità, soprattutto nei Comuni con pochi abitanti. La giunta regionale, su proposta dell’assessore degli Enti Locali Francesco Spanedda, ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Boroneddu, nominando contestualmente Pietro Caria commissario straordinario per la gestione dell’ente. Il provvedimento si è reso necessario a seguito della cessazione anticipata dell’organo consiliare successivamente alle dimissioni del sindaco Angelo Mele rimasto senza maggioranza: una situazione che impedisce il normale funzionamento dell’amministrazione e che impone l’intervento sostitutivo della Regione. Caria guiderà il Comune fino all’insediamento dei nuovi organi eletti, garantendo l’ordinaria amministrazione e gli atti urgenti.

Sempre nella stessa seduta, l’esecutivo regionale ha affrontato un’altra criticità che riguarda il territorio del Barigadu. A Bidonì, infatti, nelle elezioni amministrative del 7 e 8 giugno 2026 non è stata presentata alcuna lista di candidati. Un evento isolato in provincia di Oristano, ma comprensibile in un piccolo centro segnato da spopolamento e difficoltà a costruire una classe dirigente locale. In assenza di candidature, la consultazione elettorale non ha potuto avere esito e il Comune resta privo di organi democraticamente eletti. Anche in questo caso la giunta, sempre su proposta dell’assessore Francesco Spanedda, ha nominato un commissario straordinario: si tratta di Giampaolo Alessandro Satta, che assumerà la guida dell’amministrazione fino a nuove elezioni utili per il rinnovo degli organi istituzionali. Il doppio commissariamento si inserisce in un contesto già segnato da situazioni analoghe. Solo di recente il Comune di Uras è stato oggetto di un provvedimento simile, con la nomina di un commissario dopo la fine anticipata della consiliatura, in seguito a dimissioni in massa di consiglieri e a una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le surroghe. Anche in quel caso, le dinamiche interne e le difficoltà politiche hanno portato allo scioglimento dell’organo elettivo, lasciando spazio alla gestione straordinaria.

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