“Guarire per ordinanza”, pioggia di critiche sulla provocazione del sindaco
Si accende il dibattito dopo le parole del primo cittadino di Norbello Matteo Manca. Le parole scatenano la furia di consiglieri regionali e persino del comitato di cittadini
Oristano Ha scatenato una ridda di critiche il gesto provocatorio del sindaco di Norbello di intimare la guarigione ai compaesani tramite un’ordinanza perché le carenze del sistema della medicina generale limitano o complicano l’accesso alle cure. Il consigliere regionale Peppino Canu (Sinistra Futura), ex medico di base nel Guilcier e nel Barigadu e ora impiegato negli Ascot, ha bollato l’iniziativa del primo cittadino come il tentativo di cavalcare per scopi non meglio specificati il diffuso malcontento generato da una crisi strutturale comune al resto d’Italia. Stroncando le «strumentalizzazioni fini a se stesse», il rappresentante della commissione Sanità ha ricordato l’impegno dell’amministrazione Todde nel cercare di rimediare a una situazione incancrenita e i cambi di strategia imposti in corsa dalle difficoltà di ricostruire un sistema in grado di dare risposte: «Gli strumenti economici utilizzati dalla Regione per incentivare l’accettazione delle sedi carenti da parte dei professionisti sono serviti a poco. Sarebbe necessario individuare altre soluzioni, come il coinvolgimento a breve termine di medici stranieri, mentre per il futuro è urgente rivedere il numero di accesso programmato al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, o ancora meglio se per i prossimi dieci anni si arrivasse all’abolizione del numero chiuso».
Insomma, la palla viene rimandata nel campo del governo nazionale dove si può giocare realmente questa partita ritenuta decisiva. «Comprendo il disappunto del sindaco di Norbello, ma è singolare che solo dopo la recente rielezione si renda conto che la sua comunità è priva dell’assistenza primaria da cinque anni», commenta Peppino Canu prima di riportare l’attenzione sul tentativo in atto di invertire la tendenza negativa: «Con grande sforzo organizzativo la direzione dell’Asl 5, con il coinvolgimento di medici in pensione, è riuscita a rendere operativa la casa di comunità hub a Ghilarza, con assistenza medica h24 sette giorni su sette e la struttura spoke di Santu Lussurgiu con il servizio medico h12 per cinque giorni alla settimana, oltre all’ospedale di comunità con cui viene prestata assistenza agli ammalati cronici».
Ancora più caustico il collega di maggioranza ed ex sindaco di Neoneli Salvatore Cau (Orizzonte Comune), che ha ammonito: «Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E sulla sanità territoriale quel mare si attraversa con lavoro, atti concreti, confronto e pragmatismo, non con gesti destinati a durare poche ore». Nel dibattito si è inserito il Comitato in difesa del Delogu, che senza fare riferimenti espliciti ha contrapposto alla «teatralità e agli sterili personalismi» i risultati ottenuti con la «lotta democratica. Negli ultimi otto anni abbiamo registrato l’attivazione del Punto di primo intervento, circa 25mila accessi dal 2021. Abbiamo ottenuto la riapertura della Chirurgia con il day surgery e della Dermatologia con anche la sala operatoria, conseguito risultati concreti per Radiologia attraverso la dotazione di strumenti indispensabili per la diagnostica, sollecitato il potenziamento dell’Ascot, di cui rileviamo il miglioramento. Tutti traguardi raggiunti dal comitato con scarso o saltuario supporto dei sindaci», ha sottolineato la portavoce ed ex medico del Delogu, Filomena Deriu, che agli amministratori del territorio ha lanciato l’appello a creare una sorta di rete tesa a proteggere i servizi esistenti nel Guilcier e nel Barigadu e ha invocato maggiore supporto e partecipazione. Oltre alla mobilitazione nelle piazze, il comitato ha promosso un dialogo costante con i vertici Asl e l’istituzione regionale esponendo in ogni sede i problemi dei piccoli ospedali, le criticità dovute all’insufficienza di medici e pediatri di base e alle carenze della specialistica territoriale: «Il nostro operato è sempre stato improntato al conseguimento del bene comune, al pragmatismo, alla ricerca del risultato concreto, alla difesa del diritto alla salute. Un percorso lontano da sofismi e strumentalizzazioni».
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