Scuola, stangata sulle mense: si spenderà il 20 per cento in più
Aumenti per tutte le fasce di reddito, eccetto la prima: fino a 20 euro in più al mese per ogni figlio
Oristano La mensa scolastica costerà alle famiglie fino al 20 per cento in più. Con l’apertura delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026-2027 aperte proprio a inizio settimana con possibilità di presentare domanda fino al 30 agosto, emergono le nuove tariffe del servizio di ristorazione destinato agli alunni delle scuole dell’infanzia e delle primarie a tempo pieno. Rispetto allo scorso anno, gli importi aumentano in tutte le fasce Isee a pagamento, con rincari significativi. La denuncia è della consigliera di minoranza Carla Della Volpe (Pd), che rivendica una battaglia portata avanti dall’opposizione già durante la discussione del bilancio di previsione. E i dati parlano da soli. Restano esenti le famiglie con Isee fino a 5mila euro, mentre per tutte le altre il costo del singolo pasto sale sensibilmente. Nella seconda fascia, quella compresa tra 5mila e 18mila euro di Isee, si passa da 1,94 a 2,33 euro per gli alunni dell’infanzia e da 2,45 a 2,94 euro per quelli della primaria. Nella fascia successiva, tra 18mila e 24mila euro, il costo cresce da 2,45 a 2,94 euro per l’infanzia e da 2,96 a 3,55 euro per la primaria. Ulteriori aumenti riguardano la fascia tra 24mila e 28mila euro, dove il prezzo del pasto passa da 3,47 a 4,16 euro per l’infanzia e da 3,98 a 4,78 euro per la primaria. Sopra i 28mila euro di Isee la tariffa unica sale invece da 4,61 a 5,53 euro. Per una famiglia con un figlio che utilizza la mensa per una ventina di giorni al mese l’aumento può tradursi in una spesa aggiuntiva che varia da circa dieci a quasi venti euro mensili. «Si tratta di una misura ingiusta, iniqua e miope – commenta Della Volpe –. Si colpiscono le famiglie in un momento nel quale devono già fare i conti con aumenti generalizzati e si interviene proprio su un servizio essenziale per i bambini e per la conciliazione tra famiglia e lavoro». Secondo la consigliera dem, l’aumento delle tariffe si inserisce in un quadro più ampio di criticità. «Intanto, negli edifici non si fanno le manutenzioni ordinarie, non si installano le zanzariere e non si effettuano le disinfestazioni necessarie. E i genitori devono adesso anche sobbarcarsi ulteriori spese per la mensa dei figli».
Il gruppo consiliare del Pd lo scorso aprile aveva presentato un’interpellanza sul nuovo appalto quinquennale della ristorazione scolastica, evidenziando dubbi sull’aggiudicazione della gara con un ribasso del 16,67 per cento rispetto alla base d’asta e chiedendo maggiori garanzie sul mantenimento degli standard qualitativi e sugli investimenti promessi dalla ditta vincitrice. «Siamo andati avanti con lo stesso identico bando che avevamo contestato attraverso la nostra interpellanza, e oggi ci troviamo anche di fronte all’aumento delle tariffe» attacca ancora Della Volpe. Nel mirino dell’opposizione c’è inoltre il trattamento riservato agli utenti non residenti: i bambini che non vivono in città non possono beneficiare di alcuna riduzione o esenzione e pagano direttamente la tariffa massima. «Una misura iniqua, non tiene conto dell’Isee delle famiglie» chiude Della Volpe. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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