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Oristano

La protesta

Strada chiusa sulla 131, l’Anas “blinda” il sito archeologico: scoppia la rivolta

di Caterina Cossu
Strada chiusa sulla 131, l’Anas “blinda” il sito archeologico: scoppia la rivolta

Santa Cristina off limits, il sindaco e l’ente gestore del complesso museale chiedono un incontro urgente in Regione

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Paulilatino Lo svincolo questa mattina, giovedì 25 giugno, alle 9 era ancora chiuso. Ma di operai nel cantiere nessuna traccia. Intanto, davanti alla rete arancione che sbarra l’accesso al complesso archeologico di Santa Cristina, il sindaco di Paulilatino Domenico Gallus ha dichiarato guerra all’Anas: «La loro è arroganza». È questo il nuovo fronte dello scontro tra il Comune e società che gestisce l’appalto del rifacimento della viabilità in merito alla sulla chiusura dell’accesso dalla Statale 131 al sito nuragico di interesse turistico. Una chiusura che costa cara in termini economici, ma soprattutto per ragioni di sicurezza. Gallus, dopo il sopralluogo effettuato stamattina, ha presentato l’ordinanza con cui il Comune diffida Anas a ripristinare la viabilità verso il complesso nuragico. All’incontro era presente anche Massimo Muscas, presidente della cooperativa Archeotour, che gestisce il sito. E poi ha aggiunto: «Se dovesse svilupparsi un incendio, i mezzi di soccorso non potrebbero raggiungere rapidamente l'area. Per arrivare sul posto bisognerebbe percorrere quasi due chilometri a piedi: è una situazione pericolosissima». Il sindaco ricorda che la chiusura interessa anche aziende agricole e allevamenti, oltre a compromettere l’accesso a uno dei principali poli culturali dell’Oristanese. «Abbiamo trovato il capo cantiere, ma nessun intervento è attualmente in corso – ha fatto notare il primo cittadino –. È difficile capire perché si continui a tenere bloccato un accesso così strategico». 

La partita ora si sposta in Regione. Nei prossimi giorni Gallus incontrerà l'assessore ai Lavori pubblici Antonio Piu, al quale ha chiesto un confronto urgente. «L’assessore e il direttore generale Mimmo Dau hanno tentato più volte una mediazione con Anas, ma il muro contro muro è il risultato dell'arroganza dell'azienda» ha attaccato ancora. Anche Archeotour chiede un passo indietro. «Avrebbero dovuto coinvolgere anche noi prima di assumere una decisione così impattante» ha osservato Muscas. La cooperativa gestisce un sistema culturale che richiama circa 75 mila visitatori ogni anno e garantisce lavoro a 21 persone. Numeri che, secondo i gestori, rischiano di essere messi seriamente in discussione dalla chiusura dello svincolo proprio nel periodo di maggiore affluenza.

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