Fede, storia e tradizione: torna in scena l’Ardia – L'appuntamento con la celebre corsa a cavallo
Un intero paese attende di rivivere l’evento
Sedilo La storia narra che l’Ardia celebri la vittoria di Costantino I contro Massenzio, avvenuta a Ponte Milvio nel 312. Una vittoria conseguita dopo un sogno premonitore, nel quale gli apparve una croce con la scritta: “in hoc signo vinces”, con questo segno vincerai, il simbolo di Cristo che l’Imperatore fece mettere sullo stemma della truppa. A Costantino I si deve anche l’edito, del 313, che considerava lecita la religione cristiana nell’impero. E Sedilo venera Costantino come santo, anche se non lo è per la chiesa cattolica, a differenza di sua madre Elena. Per Sedilo e per i sedilesi, l’iscrizione di Costantino nell’elenco dei santi è un dettaglio ininfluente: a conferirgli l’epiteto, infatti, è la devozione popolare. Domani e dopodomani, lunedì 6 e martedì 7 luglio, verrà celebrata la sua festa con una corsa a cavallo di straordinaria intensità emotiva, l’Ardia.
Un evento equestre tra i più coinvolgenti, amati e seguiti della Sardegna. In casa di Danilo Pes “prima pandela”, di Matteo Falchi “segunda” e Andrea Mureddu “terza”, in queste ore fremono gli ultimi preparativi per celebrare la festa che li vedrà protagonisti. Per Danilo Pes, iscritto nel registro di coloro che aspirano a svolgere il ruolo di Capo corsa tenuto dal parroco, l’investitura ufficiale è arrivata lo scorso 16 gennaio, giorno in cui, per tradizione, ha saputo appunto di essere stato scelto per quel ruolo. Da allora le emozioni e gli impegni legati alla preparazione dell’evento, si sono susseguiti a ritmo serrato. La tradizione deve essere rispettata in tutte le sue fasi ed aspetti. La pariglia si è completata con la nomina delle due “pandele”, che, a loro volta, hanno provveduto alla scelta di “sas iscortas”, tre figure di loro fiducia il cui compito è quello di tenere a bada il resto di cavalieri impedendogli di superare i capi corsa.
L’Ardia rappresenta il momento più atteso dell’anno, per questo tutta la comunità, coordinata dall’associazione Santu Antinu, a vario titolo viene coinvolta nell’organizzazione per rendere la festa del 6 e del 7 luglio perfetta in tutte le sue sfaccettature. Una macchina organizzativa poderosa e collaudata in tutte le sue fasi, ognuna delle quali di fondamentale importanza per la buona riuscita. Il gruppo dei “fusileris”, ha il compito di scandire i momenti salienti dell’evento ed accompagnare i cavalieri durante lo svolgimento della corsa, sottolineandoli con i colpi dei fucili caricati a salve che scandiscono la devozione del popolo verso il santo guerriero. Tutto avviene nel rispetto della simbologia cristiana che riporta alla trinità: tre sono le pandelas, tre sas iscortas, tre le benedizioni impartite dal parroco ai cavalieri in tre momenti differenti. La prima benedizione nella piazza della chiesa, dove vengono consegnate le bandiere ai capi corsa; la seconda all’arrivo dei cavalieri a su fronte mannu; la terza una volta giunti a su frontigheddu. Poi, dopo che il parroco e il sindaco, accompagnati da due carabinieri in alta uniforme, in sella ai loro cavalli, raggiungono la chiesa, i fucilieri danno il segnale che la corsa può partire.
E sarà una corsa sfrenata, coinvolgente e adrenalinica, per i cavalieri che la vivono e per le migliaia di spettatori che assistono dagli spazi intorno al santuario di Monte Isei, dove arrivano i cavalieri. Una breve pausa durante la quale vengono effettuati alcuni giri al passo intorno alla chiesa, in numero dispari, e poi di nuovo galoppo fino a sa muredda, dove verranno effettuati altri giri, sempre in numero dispari, nei due sensi di marcia. Ancora di nuovo verso il santuario per la conclusione della corsa, al cui termine il voto potrà essere considerato sciolto. Sul centinaio di cavalieri pronti a correre, due le amazzoni presenti: sono Elena Manca e Giulia Carboni, giunte alla loro terza partecipazione all’Ardia. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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