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Giallo della ricina, l’indagine accelera: i tre sospettati, il viaggio all’estero e la festa dopo la tragedia

Giallo della ricina, l’indagine accelera: i tre sospettati, il viaggio all’estero e la festa dopo la tragedia

L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita entra in una fase cruciale

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L'indagine sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita entra in una fase cruciale. Dopo la conferma dell'intossicazione acuta da ricina, gli investigatori hanno ristretto il numero delle persone finite sotto osservazione e stanno concentrando gli accertamenti su tre soggetti.

Parallelamente proseguono le verifiche su diversi aspetti della vicenda. Tra questi ci sono alcuni messaggi inviati dalla donna prima della tragedia, un viaggio all'estero compiuto da persone vicine alla famiglia nei giorni successivi ai funerali e una festa organizzata poco dopo la morte di madre e figlia. Si tratta di elementi ancora al vaglio degli inquirenti e che, al momento, non costituiscono prove.

Sul fronte scientifico, continua la collaborazione tra la Procura e il Robert Koch Institute di Berlino. In Germania sono stati inviati i campioni biologici dei due familiari sopravvissuti e decine di alimenti sequestrati nell'abitazione, nel tentativo di individuare il veicolo attraverso cui la ricina sarebbe stata ingerita.

Tra le ipotesi investigative prende forza anche quella che il veleno non sia stato acquistato, ma ricavato direttamente dai semi della pianta di ricino. Per questo gli investigatori stanno valutando una mappatura delle piante presenti nell'area di Pietracatella e del lago di Occhito, così da confrontare i dati con gli spostamenti delle persone finite sotto osservazione.

La causa della morte delle due donne è ormai stata accertata: si è trattato di un'intossicazione acuta da ricina. Resta però ancora senza risposta la domanda più importante dell'inchiesta: come il veleno sia arrivato ad Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. È su questo punto che si concentra ora il lavoro degli investigatori.

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