Film e archeologia, il vincitore e tutti gli altri premi assegnati al festival sotto le stelle
Fuori concorso anche il documentario sul viaggio di ritorno a casa dei Giganti
Cabras È il documentario “Antonio Zara. L'uomo che amava scavare”, del regista Antonio Sanna, il vincitore del premio del pubblico della quinta edizione del Sardegna Archeofilm Festival, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm e Archeologia Viva. Per cinque serate, il parco del museo Marongiu si è trasformato in un cinema sotto le stelle, proponendo documentari italiani e internazionali, incontri con registi, archeologi e studiosi e approfondimenti dedicati al rapporto tra ricerca, cinema, memoria e territorio. Ieri sera, domenica 5 luglio, le premiazioni delle produzioni che hanno conquistato la giuria.
Il vincitore
La pellicola vincitrice riporta all'attenzione la figura di Zara, protagonista dell’archeologia sarda rimasto per anni lontano dai riflettori nonostante il contributo fondamentale offerto alla ricerca. Tra gli episodi più significativi raccontati nel film c’è la scoperta del Tofet di Monte Sirai, avvenuta nel 1962 quando Zara aveva appena sedici anni. Successivamente, come assistente tecnico della Soprintendenza, partecipò a numerose campagne di scavo, dal Pozzo sacro di Santa Cristina al ritrovamento del celebre bronzetto del cosiddetto Sardus Pater a Fluminimaggiore.
Gli altri premiati
Al secondo posto si è classificato il francese "Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici”, diretto da Alexis de Favitski, mentre il terzo è andato a “Fengyang. La capitale dimenticata dell'antica Cina”, del regista Stéphane Bégoin. Spazio anche al Premio Firenze Archeofilm 2026, consegnato al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”, diretto da Nicola Castangia e già premiato dal pubblico nell'edizione fiorentina della rassegna. Alla cerimonia hanno partecipato lo stesso Carlo Tronchetti, il regista Nicola Castangia e il direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti. Attraverso il racconto in prima persona dell’archeologo, il documentario ripercorre oltre quarant'anni di ricerche nei principali siti dell’isola, da Nora a Tharros fino a Mont’e Prama e Sant’Antioco.
Le scuole
La serata conclusiva ha ospitato inoltre la premiazione del concorso “Archeociak. Raccontami la storia”, riservato alle scuole della Sardegna. A imporsi è stato il progetto “Il Signore del Sale”, realizzato dalle classi 5ª A e 5ª E della scuola primaria dell'istituto comprensivo di Sinnai, con una sceneggiatura dedicata a Luigi Benvenuto Dol, imprenditore francese che nell'Ottocento contribuì allo sviluppo delle saline sarde. A seguire è stato proiettato “La pietra del tempo”, cortometraggio degli alunni della scuola primaria di Uta, vincitore nel 2025.
Fuori concorso
A chiudere la quinta edizione del festival è stata l'anteprima fuori concorso de “Il viaggio dei Giganti”, firmato da Fabio Ortu e Andrea Marras, dedicato al trasferimento delle statue di Mont’e Prama dal Museo archeologico di Cagliari al Museo civico Giovanni Marongiu di Cabras. Il racconto segue il percorso che ha portato alla riunificazione del complesso statuario nel Sinis, ripercorrendo le fasi di ricerca, restauro e valorizzazione che hanno trasformato i Giganti in uno dei simboli più rappresentativi del patrimonio archeologico della Sardegna.
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