Birra artigianale, nasce una nuova filiera sarda: coinvolte 250 imprese – Il progetto
L’obiettivo è ottimizzare e migliorare le varie fasi della produzione
Oristano Una filiera sarda della birra artigianale capace di coinvolgere circa 250 imprese agricole dell’Oristanese e di produrre nell’isola una quota sempre maggiore di orzo, luppolo e malto destinati ai birrifici locali. È partito con il workshop del 15 giugno il progetto The rural beer tasting festival, promosso dal Distretto rurale del Giudicato di Arborea, che punta a mettere in rete imprese agricole, produttori di luppolo, birrifici, enti di ricerca e istituzioni per costruire una filiera brassicola corta e fortemente legata al territorio. «L’iniziativa – spiega la coordinatrice del Distretto Eleonora Marongiu – è altamente innovativa perché tenta di chiudere la filiera facendo il procedimento inverso, partendo dal prodotto finito, la birra, fino ad arrivare agli agricoltori. Coinvolge 250 imprese agricole del nostro territorio, ma anche altri distretti rurali».
L’obiettivo è costruire collegamenti stabili tra tutti gli anelli della catena produttiva e creare nuove opportunità di sviluppo. Il comparto brassicolo sardo deve ancora fare i conti con alcune criticità, dalla limitata produzione locale di materie prime all’assenza di una filiera strutturata. Al contempo è in crescita l’interesse verso prodotti identitari e realizzati con ingredienti del territorio. «È una tappa importantissima perché mettiamo a confronto agricoltori e mastri birrai – sottolinea il presidente del Distretto, Pietro Paolo Erbì –. Siamo tra le regioni italiane che consumano più birra e dobbiamo riuscire a chiudere la filiera in Sardegna».
Il percorso è nato un anno fa coinvolgendo birrifici artigianali e distretti rurali di tutta l’isola. Tra le volontà c’è quella di realizzare una birra sempre più legata alla Sardegna. «A differenza di quanto accade nel mondo del vino, noi birrai non abbiamo un vero terroir, perché malti e luppoli vengono coltivati altrove – evidenzia Mauro Fanari del birrificio Birra Puddu di Santa Giusta –. Sarebbe molto interessante riportare questo legame con il territorio anche nel mondo brassicolo». Un ruolo fondamentale lo avrà la ricerca. «Da anni lavoriamo sulla selezione delle varietà di orzo da birra più adatte agli ambienti colturali sardi – spiega Marco Dettori, direttore regionale del Servizio per la ricerca sui sistemi colturali erbacei di Agris –. L’obiettivo è individuare quelle che garantiscono le migliori prestazioni ad agricoltori e trasformatori». In agricoltura cresce intanto l’interesse per la coltivazione del luppolo. «Sarebbe importante realizzare una filiera del luppolo sarda – afferma l’imprenditore agricolo Federico Puddu –. Si potrebbero porre le basi perché la Sardegna diventi leader di una luppolicoltura mediterranea che oggi ancora non esiste». L’obiettivo è creare valore aggiunto per il territorio e trasformare una delle regioni italiane con i più alti consumi di birra in una realtà sempre più protagonista anche nella produzione delle sue materie prime.
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