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Sassari, evasione fiscale per 20 milioni: ecco come funzionava il sistema dello scontrino fantasma


	Foto della guardia di finanza
Foto della guardia di finanza

Nel mirino della Finanza le operazioni di sette megastore gestiti da cinesi

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Sassari Sono riusciti a nascondere al Fisco ben venti milioni di ricavi in quattro anni: sette maxistore gestiti da cittadini cinesi avevano congegnato un elaborato meccanismo per evadere le tasse. A scoprirlo la guarda di finanza di Sassari che, durante i controlli, ha ripetutamente notato delle anomalie nel rilascio degli scontrini. Ma esattamente come funzionava questo sistema per raggirare il Fisco? 

Tutto avveniva in maniera regolare e perfettamente legale nel caso di pagamento con carte di credito o bancomat: subito dopo il pagamento veniva emesso e consegnato il documento fiscale tramite registratore telematico (RT). Diverso, invece, era il discorso per gli acquisti fatti in contanti. Subito dopo aver pagato, al cliente veniva consegnato sì dato un documento gestionale, peccato però che fosse fasullo. Era di fatto identico in tutto e per tutto a uno scontrino fiscale, ma con una grande differenza: non c’era stampato il logo ministeriale. In sostanza, era un documento del tutto privo di valore fiscale. In questo modo gli incassi in contanti non venivano registrati lasciando all’oscuro l’Agenzia delle entrate di una parte significativa del fatturato.

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