Taxi, regolari contro abusivi: «È un Far West»
Una giungla di passaggi da finti amici e conoscenti nasconde una flotta di almeno il doppio delle auto autorizzate
Oristano Nei piazzali delle discoteche e dei locali notturni, lungo le banchine stradali e nei parcheggi pubblici vicini alle attività, la scena si ripete ogni fine settimana. Automobili e pulmini arrivano, caricano gruppi di ragazzi e ripartono. I numeri di telefono dei conducenti passano da un cellulare all’altro e le corse vengono concordate attraverso una rete ormai consolidata. Secondo gli operatori autorizzati, però, la maggior parte di quei mezzi non avrebbe alcun titolo per trasportare passeggeri a pagamento. È il quadro che i quindici autisti regolari, tassisti e conducenti Ncc (noleggio con conducente), attivi nella mobilità notturna in provincia, definiscono «il Far West del trasporto notturno nell’Oristanese». Gli abusivi, stando alle stime della categoria, sarebbero più di 30: oltre il doppio. «Non si tratta di qualche caso isolato – sostengono gli operatori –. La situazione ormai si è capovolta: la piazza è occupata dagli irregolari, mentre chi possiede licenze e autorizzazioni finisce per non essere chiamato». E citano alcuni episodi delle ultime settimane. «In occasione dell’apertura di un locale notturno - racconta uno di loro - ho contato undici mezzi presumibilmente abusivi, tra automobili, veicoli a sei posti e pulmini da nove. Continuavano ad arrivare e ripartire con i clienti. Io ero l’unico regolare presente». Lo stesso autista ricorda che un'altra notte è rimasto fermo dalle 3 alle 7 del mattino senza riuscire a effettuare una corsa. «Gli abusivi andavano e venivano - denuncia -, io in quattro ore di fatto non ho lavorato». Critiche anche per le cosiddette «navette gratuite», che alcune attività impiegherebbero per accompagnare i clienti e riportarli a casa.
Secondo gli operatori regolari non si tratterebbe di un servizio occasionale, ma di piccole flotte di quattro o cinque auto private, riconoscibili anche dagli adesivi applicati sulle portiere. «Sono presentate come gratuite, ma in realtà servono a portare clienti nei locali – sostengono gli autisti oristanesi con regolare licenza o autorizzazione –. Riteniamo che possa essere un modo per aggirare le norme sul trasporto di persone e un’altra forma di concorrenza sleale». La situazione sarebbe delicata anche all’interno dei piazzali privati di discoteche e locali notturni, dove le vetture non autorizzate attenderebbero i passeggeri all'uscita. «Il confine tra un normale passaggio tra conoscenti e una corsa abusiva può essere difficile da dimostrare: in caso di controllo, l’autista può sostenere che le persone trasportate siano amici o parenti – dichiarano i conducenti regolari –. Per questo chiediamo servizi mirati e accertamenti in borghese, capaci di seguire gli spostamenti dei mezzi e verificare la ripetitività delle corse».
La disparità non riguarda soltanto gli incassi. Tassisti e conducenti Ncc ricordano di dover possedere requisiti professionali, patente e abilitazioni specifiche, oltre alla licenza o all'autorizzazione e all’iscrizione al ruolo dei conducenti. A questi adempimenti si aggiungono tasse, contributi, controlli periodici sui mezzi e assicurazioni adeguate al trasporto di passeggeri. I costi sono sostenuti durante tutto l’anno per un’attività che, nell’Oristanese, si concentra soprattutto nei mesi estivi. Le due categorie, taxi e Ncc, svolgono servizi distinti, ma entrambi regolamentati. «Il tassista effettua un servizio pubblico non di linea, cosiddetto "da piazza", e calcola il costo della corsa attraverso il tassametro – precisano gli operatori regolari –. Il noleggio con conducente, invece, opera da rimessa e concorda con il cliente il prezzo prima del viaggio. In entrambi i casi ci sono obblighi precisi, che gli operatori abusivi possono eludere».
Tra i passeggeri ci sono molti giovani, spesso minorenni. Gli autisti della mobilità notturna si rivolgono anche a loro e alle famiglie: «Scegliere gli abusivi soltanto perché la corsa costa qualche euro in meno può significare rinunciare alle tutele e alle garanzie offerte da un professionista abilitato e da un mezzo destinato al trasporto pubblico non di linea, con tutti i rischi che ne derivano». Finora le segnalazioni non avrebbero prodotto risultati concreti. «Assistiamo a un continuo rimpallo di competenze tra enti e forze di polizia - lamentano gli operatori -, mentre il fenomeno continua a crescere». La categoria chiede quindi «un intervento coordinato della Prefettura, della Guardia di finanza, della Polizia stradale, dei carabinieri e delle Polizie locali, sul modello dei servizi interforze ad alto impatto». Il tempo a disposizione, però, è poco. Il grosso del lavoro di trasporto notturno si concentra in estate, tra giugno e settembre. Poi i locali riducono l’attività, i mezzi spariscono e il problema viene rinviato alla stagione successiva. «Non chiediamo privilegi, ma che tutti rispettino le stesse regole - precisano gli autisti regolari -. Oggi, davanti ai locali dell'Oristanese, gli abusivi dettano legge e agiscono da padroni della piazza. Chi lavora nella legalità, invece, si sente quasi fuori posto».
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