Se ne va il pugile gentile, la città piange uno dei suoi simboli sportivi
Nato nel 1939, aveva esordito tra i professionisti nel 1959. Tra i ricordi affettuosi anche quello dell’amico Benito Urgu
Oristano Per la città se ne va un volto simbolo dello sport. È morto ieri sera, lunedì 3 agosto, all’età di 86 anni, Francesco Tomasi, conosciuto da tutti come “Chicchino”, ex pugile professionista e storico presidente della Folgore Boxe Oristano, società alla quale ha dedicato gran parte della sua vita. Nato nel 1939, Tomasi esordì tra i professionisti nel 1958 e per circa un decennio calcò i ring italiani e internazionali, costruendosi una carriera che lo portò a combattere anche fuori dai confini nazionali, dall'Inghilterra all’Asia. Tra gli incontri più significativi vengono ricordate le trasferte a Liverpool, in India, Malesia e Arabia Saudita. L’ultimo match da professionista lo disputò a Genova, chiudendo una lunga esperienza agonistica che gli valse la stima dell’ambiente pugilistico. Terminata la carriera sul ring, non si allontanò mai dalla boxe. Rimase infatti un punto di riferimento della Folgore Boxe Oristano, la storica palestra fondata nel 1952 da Gigi Iriu e successivamente guidata da Rino Pinna. Prima tecnico e dirigente, poi presidente, contribuì per decenni alla crescita della società e alla formazione di tanti giovani pugili, trasmettendo loro disciplina, sacrificio e passione per la nobile arte. L’amore per il pugilato è diventato anche una tradizione di famiglia. Il figlio Gianfranco ha raccolto il suo testimone come allenatore della Folgore, mentre Walter, dopo un percorso agonistico durato oltre undici anni, ha intrapreso la carriera di insegnante.
Accanto all’impegno sportivo, Tomasi si era distinto anche per l’attenzione verso il sociale. Nel 2018 aveva partecipato, insieme all’attore Benito Urgu, all'iniziativa solidale "Gli aiutanti di Babbo Natale”, promossa per raccogliere alimenti e beni di prima necessità destinati alle famiglie in difficoltà. La notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio. Benito Urgu ha affidato ai social un ricordo personale, rievocando l'amicizia di una vita e gli anni trascorsi insieme tra racconti, ricordi d'infanzia e momenti condivisi: «Franco, nella mia vita tu hai lasciato un segno grande. I tuoi racconti, le tue piccole bravate che facevano sorridere. I racconti di Oristano, quelli che, quando ti mettevi a raccontare, la gente faceva capannello intorno a te». Urgu ha poi rievocato i ricordi condivisi dell'infanzia, «alla Colonia Marina e alla Colonia Montana», concludendo: «Franco, il tuo ricordo resterà sempre nel cuore di chi vivrà. Sì. Ciao. Ti ho voluto tanto bene».
Anche il Centro Sportivo Italiano di Oristano ha espresso vicinanza alla famiglia, ricordando Tomasi come una figura che ha lasciato un segno profondo nello sport cittadino. La figlia Lucia ha raccontato con commozione gli ultimi istanti del padre: «Aveva freddo e mi ha chiesto una copertina. Gliel’ho messa addosso e, dopo pochi istanti, se n’è andato, senza soffrire». Nel suo ricordo ha voluto rivolgere un pensiero anche alla madre Caterina, compagna di una vita e presenza costante accanto alla famiglia. Con Francesco "Chicchino" Tomasi scompare uno dei protagonisti della storia della boxe oristanese. Oltre ai risultati ottenuti da atleta, lascia l'eredità di una vita dedicata allo sport e alla formazione di intere generazioni di giovani, che nella palestra della Folgore hanno trovato non solo un luogo dove allenarsi, ma anche una scuola di valori.
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