Un altro detenuto morto nelle carceri sarde, Maria Grazia Caligaris: «È allarme sovraffollamento»
Il giovane ieri aveva tentato di togliersi la vita e oggi le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso
Cagliari È morto nelle prime ore di oggi, martedì 4 agosto, il detenuto di 32 anni che lunedì pomeriggio aveva tentato di togliersi la vita nella casa circondariale di Cagliari-Uta. Il giovane era stato rianimato dal personale sanitario dell’istituto, ma le sue condizioni erano apparse subito gravissime.
A darne notizia è l’associazione SDR, che esprime vicinanza ai familiari e richiama ancora una volta l’attenzione sulle condizioni delle strutture penitenziarie sarde, con particolare riferimento al carcere di Uta.
«I tentativi di suicidio e gli atti di grave autolesionismo continuano a ripetersi con conseguenze drammatiche», afferma la presidente Maria Grazia Caligaris. Secondo l’associazione, gli operatori penitenziari, gli agenti e il personale sanitario si trovano a lavorare senza risorse e supporti adeguati, mentre aumenta il numero delle persone detenute.
SDR denuncia soprattutto il sovraffollamento e la carenza di personale, giudicando insufficienti gli interventi adottati finora. L’associazione chiede il rispetto della capienza regolamentare degli istituti e l’introduzione di provvedimenti di clemenza.
Caligaris sostiene inoltre che le attuali condizioni rendano più difficile garantire la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. Nel carcere di Uta, secondo i dati indicati dall’associazione, circa 250 detenuti su 750 presenterebbero una doppia diagnosi, cioè la compresenza di una patologia psichiatrica e di una dipendenza.
A rendere ancora più critica la situazione, prosegue SDR, contribuiscono le alte temperature estive e le difficoltà nell’assistenza sanitaria. Preoccupazione viene espressa anche per il previsto arrivo di detenuti sottoposti al regime del 41 bis, che secondo l’associazione rischierebbe di aumentare ulteriormente il carico di lavoro di medici e infermieri già in forte difficoltà.
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