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Oristano

Il ricordo

«Ciao Gigante, la tua una generosità senza confini»: Tonino Cau dei Tenores ricorda l’amico Guccini

di Caterina Cossu
«Ciao Gigante, la tua una generosità senza confini»: Tonino Cau dei Tenores ricorda l’amico Guccini

Insieme per la prima volta al Premio Tenco nel 1997. Poi il progetto dell’inno dei patrioti sardi

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Neoneli «Apprendiamo, affranti, della morte di Francesco Guccini». Il ricordo di Tonino Cau va ben oltre il cordoglio per la scomparsa di uno dei più grandi cantautori italiani. È il racconto di un'amicizia nata quasi trent'anni fa e trasformata in un sodalizio artistico che ha lasciato un segno nella storia dei Tenores di Neoneli e della musica sarda. Tutto iniziò nel 1997, al Premio Tenco, Sanremo, dove Cau e Guccini si conobbero, «in un bvar, manco a dirlo – racconta -. Ci avvicinammo, ci riconobbe e iniziammo a parlare».

Da quell'incontro nacque il coinvolgimento del cantautore nel Progetto Barones, allora ancora in fase embrionale. L'idea dei Tenores di Neoneli era ambiziosa: trasformare in un'opera musicale il grande poema antifeudale Su patriottu sardu a sos feudatarios di Francesco Ignazio Mannu, coinvolgendo alcune delle voci più autorevoli della canzone d'autore italiana. Guccini aderì con entusiasmo e divenne uno dei principali sostenitori dell'iniziativa, convincendo anche amici come Luciano Ligabue, Angelo Branduardi, Francesco Baccini a partecipare e a cantare in lingua sarda.

Uno dei ricordi più vivi custoditi da Cau risale al 14 aprile 1998, giorno del suo anniversario di matrimonio. «Francesco era a casa mia» racconta. In quella giornata registrarono quattro canzoni insieme ai Tenores e ai fratelli Cocco di Narbolia. «Ha suonato con musicisti sardi che conosceva appena. La sua grandissima generosità si vedeva proprio in queste cose». Da quella collaborazione nacque anche "Naschet su sardu", il brano inciso con i Tenores e inserito nel disco Barones, che uscì nel 2000. Il progetto fu presentato in anteprima al Premio Tenco del 1999, quando Guccini, Ligabue, Branduardi, Baccini ed Elio salirono sul palco con i Tenores. Negli anni il rapporto è proseguito, anche se con incontri meno frequenti.

Per il quarantesimo anniversario dei Tenores di Neoneli, Guccini inviò a Cau una lettera «affettuosissima», che il fondatore del gruppo conserva ancora con cura. «Sono fulgidi ricordi di una cara amicizia che in ventinove anni magari si è diradata nella frequenza, ma è rimasta sempre viva e affettuosa». Nel suo messaggio di saluto, Cau affida il saluto anche alla lingua sarda: «Ciao Gigante, ti ricordiamo con infinita stima e ti ricorderemo col canto. Reposa in paghe santa, istimadu».

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