La Nuova Sardegna

Oristano

Tradizioni

All’alba a piedi nudi verso il villaggio: le donne scalze aprono la festa di San Salvatore a Cabras

di Paolo Camedda
All’alba a piedi nudi verso il villaggio: le donne scalze aprono la festa di San Salvatore a Cabras

Circa cinquecento hanno percorso il cammino da Cabras sino al Sinis rinnovando l’antico rito in onore di Santu Srabadoeddu

3 MINUTI DI LETTURA





Cabras Il sudore sui volti provati dal caldo, i piedi stanchi sulla terra del Sinis e, alla fine, tanti sorrisi e la grande gioia di avercela fatta. Circa cinquecento donne, a piedi nudi e con indosso gli abiti della tradizione cabrarese, hanno percorso questa mattina, venerdì 28 agosto, i sette chilometri che separano il paese lagunare dal villaggio di San Salvatore, accompagnando Santu Srabadoeddu (il piccolo San Salvatore). Vista la grande afa, la partenza è stata anticipata di qualche minuto e la processione è arrivata alle prime casette alle 8.50, quando il termometro segnava già 30 gradi. Poi Santu Srabadoeddu ha raggiunto la chiesetta e il parroco Monsignor Giuseppe Sanna ha celebrato la messa. È cominciata così la Festa di San Salvatore. Per undici giorni Cabras e il villaggio del Sinis saranno uniti da fede, riti e tradizioni. Da questa sera nel santuario campestre si reciterà il rosario, seguito dalla messa e dalla novena. Al via anche i festeggiamenti civili. Si comincia con Dantzas, festival di danze e musiche tradizionali, la Cogar Celi Band dall’Irlanda, i Balbrulè dal Veneto, i sardi Ballade Ballade Bois e il maestro di launeddas Stefano Pinna. Domani, sabato 29 agosto, la serata unirà i sapori della tradizione, con la porchetta arrosto, alla musica dei Naracauli.

Tornando al momento più significativo, la processione era partita all’alba dalla chiesa di Santa Maria verso via Tharros. Lasciato il paese e percorsi oltre tre chilometri e mezzo di asfalto, le donne hanno poi imboccato lo sterrato di Su camminu de su Santu. Preghiere, canti in lingua sarda e momenti di raccoglimento hanno scandito il percorso, mentre chilometro dopo chilometro cresceva la fatica. All’arrivo a San Salvatore la stanchezza ha lasciato spazio ai sorrisi e agli abbracci. Fianco a fianco hanno camminato generazioni diverse. C’era un centinaio di ragazzine minorenni e tre ultrasettantenni. Nonne, madri, figlie e nipoti hanno percorso la stessa strada, unite da una devozione che si tramanda nelle famiglie. «Per noi questo cammino comincia molto prima della partenza – racconta Maria Francesca Spanu, presidente dell’associazione Santu Srabadoeddu –. C’è la preparazione degli abiti, il fazzoletto sistemato sul capo, le preghiere che conosciamo da sempre».

E sottolinea: «Quest’anno abbiamo avuto con noi tantissime ragazze giovani e questo è forse l’aspetto che ci emoziona di più: sapere che quello che abbiamo ricevuto dalle nostre famiglie non si ferma a noi, ma continua attraverso chi oggi cammina per la prima volta accanto alle proprie madri e alle proprie nonne». Lungo la strada sono tornate le immagini che appartengono da generazioni alla Festa: i fazzoletti raccolti sul capo, i corpetti e le gonne della tradizione, i rosari stretti tra le mani, la polvere sollevata sulla terra dal passaggio dei piedi nudi. «Con l’arrivo di Santu Srabadoeddu a San Salvatore entra nel vivo uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per Cabras – afferma il sindaco Andrea Abis –. Per i prossimi undici giorni la Festa coinvolgerà l’intera comunità, in un momento di grande partecipazione capace di unire il valore della tradizione alla vita civile del paese. Il nostro impegno è accompagnare questi giorni con attenzione e responsabilità, valorizzando un evento che appartiene profondamente al territorio».

Intanto cresce l’attesa per la Corsa degli scalzi. Sabato 5 settembre Is Curridoris accompagneranno il simulacro da Cabras a San Salvatore in una processione in corsa lungo lo stesso percorso; domenica 6 settembre il rito si ripeterà in senso inverso, con il rientro verso il paese. Ma l’ultimo atto spetterà ancora alle donne: lunedì 7 settembre, all’alba, saranno loro a riaccompagnare Santu Srabadoeddu a Cabras, chiudendo l'edizione 2026 della Festa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La storia

Estate cafona: parcheggiano la barca in spiaggia ad Alghero e vanno al ristorante – VIDEO

di Redazione Web
Le nostre iniziative