La Regione divide per due i fondi per le vie di accesso al porto e scoppia la guerra di confine
L’infrastruttura ricade sul territorio di Santa Giusta, ma Oristano riceverà metà del finanziamento
Oristano Quando la Regione ha annunciato i finanziamenti del progetto Le porte della Sardegna, probabilmente immaginava solo aiuole, illuminazione e arredi urbani. Difficilmente si aspettava di ritrovarsi al centro di una disputa geografica: chi ha davvero diritto ai fondi del porto di Santa Giusta-Oristano o di Oristano-Santa Giusta? La risposta di Cagliari è stata salomonica: metà al capoluogo e metà a Santa Giusta. Tradotto in numeri, 666mila euro per ciascuno dei due comuni. Una divisione che ha soddisfatto il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, pronto a utilizzare le risorse per riqualificare uno degli ingressi principali della città, quello che passa dalla Provinciale 56 e dall’area di via del Porto e di via Messina. Verde pubblico, illuminazione, arredo urbano e segnaletica per trasformare quello che oggi è solamente un passaggio obbligato per il traffico in un vero biglietto da visita.
A Santa Giusta la questione viene però osservata da un’altra prospettiva. Più precisamente da quella di chi il porto ce l’ha dentro i propri confini. Ed è proprio questo il punto sul quale insiste il sindaco Antonello Figus. Le sue non sono contestazioni sull’utilità dell’intervento che è omologo a tutti quelli che andranno effettuati negli altri comuni sardi che hanno avuto diritto al finanziamento, ma interrogativi sul criterio scelto dalla Regione. Perché dividere il finanziamento tra due comuni quando il porto si trova nel territorio di uno solo? «Cosa c’entra Oristano tra le città portuali?» è la domanda che il primo cittadino lagunare pone con una certa insistenza e con un bel po’ di perplessità. Il ragionamento è semplice: se il programma finanzia gli accessi ai porti, questo si trovano interamente nel territorio di Santa Giusta. Di conseguenza, l’intero contributo da oltre 1 milione e 300mila euro avrebbe dovuto essere assegnato al suo comune.
Il dettaglio che rende la vicenda particolarmente pepata è che entrambe le amministrazioni, in fondo, partono da un presupposto difficilmente contestabile. Santa Giusta sostiene che il porto è esclusivamente nei propri confini. E ha ragione. Oristano evidenzia però che quel porto rappresenta uno snodo fondamentale per l’accesso al capoluogo ritenuto comunque il punto di riferimento per chi arriverebbe in nave da queste parti. E ha ragione a sua volta. Insomma le navi attraccano da una parte, ma i visitatori finiscono poco più in là ignari del confine comunale – peraltro quest’anno, a differenza del passato, le crociere sono rimaste alla larga dallo scalo. E così la Regione, tramite l’assessorato al Turismo guidato dall’assessore Franco Cuccureddu, ha deciso di distribuire le risorse seguendo una logica più ampia che, per il momento, continua a lasciare qualche perplessità sulla sponda santagiustese. Antonello Figus ribadisce che non vuole mettere in discussione l’utilità dello stanziamento, ma per lui resta aperta la domanda su chi avrebbe dovuto ricevere la somma. Non c’è il tanto di fare una guerra di campanile sulle banchine. «Ma almeno una spiegazione sui criteri adottati l’avrei voluta», dice il primo cittadino di Santa Giusta che, sorpreso dalla decisione, non ha ancora deciso che ne farà dei soldi.
Massimiliano Sanna ha invece le idee molto chiare e andrà a trasformare in meglio un collegamento oggi esistente e molto frequentato, ma rimasto incompleto nella sua realizzazione che si è fermata alla rotonda che inserisce nella zona industriale nel territorio di Santa Giusta: «L’aspetto più importante è la possibilità di mettere insieme interventi diversi all’interno di una visione complessiva. La riqualificazione della strada provinciale 56 sino all’incrocio con via Messina, le aree verdi, l’arredo urbano, l’illuminazione e la segnaletica possono contribuire a dare continuità e qualità a un ingresso che oggi ha bisogno di essere maggiormente valorizzato. Tra le ipotesi dell’amministrazione c’è anche la riqualificazione dell’accesso da via Madrid, all’intersezione con via Dorando Pietri e via Monte Gonare. L’intervento si collegherebbe alle opere già programmate dal Comune per la valorizzazione dei giardini di via Pietri e dell’area che si sviluppa verso il nodo viabilistico tra viale Cimitero, via Ibba, via Rockefeller e il terrapieno dell’ospedale».
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